Il Tirreno

erosione a vada 

Bagni e ristorante sommersi dal mare «Un’altra estate così non la reggiamo»

A.R.

Assegnati i lavori per i 3 pennelli, ma niente cantiere. La titolare della Barcaccina: «Spiaggia sparita, persi 50 ombrelloni» 

3 MINUTI DI LETTURA





VADA. Ogni anno toglie almeno 5 ombrelloni dalla spiaggia. E dal 2011, quando i lavori antierosione furono annunciati come imminenti, ha perso una ventina di metri di arenile in profondità.

Ora che l’appalto è stato finalmente assegnato dalla Regione al consorzio stabile Alveare Network di Vicenza, 1.240.000 euro ed un ribasso del 23,82% e che siamo, dunque, ad un passo, teme di dover trascorrere un’altra estate in piena emergenza. Perché i lavori sono stati concessi a fine novembre e siamo già a metà gennaio senza che ci sia la minima traccia del cantiere. Perché questa è una storia di ritardi e burocrazia che si trascina stancamente ormai da 7 anni. Spiagge divorate dal mare, acqua che con le mareggiate arriva alle case ed al campo sportivo, gli alberi della vicina riserva biogenetica sradicati, o, al meglio scheletriti da onde e salmastro. Insomma, un film noto.

E’ intrisa di rabbia e sgomento la voce di Ilaria Musto, titolare dello stabilimento balneare e del ristorante La Barcaccina di Vada. «Così non possiamo più andare avanti. Un’altra stagione in questo modo non la reggiamo». E’ tutto il lungomare, non solo lo stabilimento balneare, a vivere in perenne precarietà. Quello che parte dalle casette dei pescatori ed arriva alla Bucaccia. Qui, dopo un balletto estenuante a caccia di risorse, la Regione Toscana ha finalmente trovato i fondi (circa 2 milioni) per approntare un piano di ripascimento (17.000 mc di sabbia) ma soprattutto la realizzazione di 3 pennelli perpendicolari alla costa. Uno parte proprio dall’estremità sud della Barcaccina, un secondo dal tratto di spiaggia libera, un terzo è il prolungamento della massicciata.

Musto ha chiesto informazioni in comune sul perché, ad appalto bandito, non ci sia l’ombra del cantiere. Sembra che siano ancora in corso le ultime verifiche procedurali sulla documentazione dell’impresa aggiudicataria. Ma il rischio è che, se passano altri giorni, l’intervento possa slittare a dopo l’estate. Perché ruspe e idrovora a giugno, a stagione iniziata, qui non le vuole nessuno. «Bisogna capire – spiega Musto – che questo non è soltanto un problema della Barcaccina o di altri operatori di questo tratto di costa. E’ vero, io ogni anno son o costretto a proteggere lo stabilimento e il locale, devo fare i lavori alle cabine, non ho più un accesso agevole al bagno. Ma qui ci sono anche le case, c’è un campo sportivo, c’è una pineta che ad ogni mareggiata si riduce e si consuma. C’è il mare che arriva fino al cimitero comunale».

Facciamo fatica a camminare nel tratto di spiaggia libera tra il campo sportivo e la Bucaccia. La spiaggia si è assottigliata, fra la battigia e la duna erosa scorre l’acqua. Ed oggi il mare è calmo, immaginatevi con il libeccio o il ponente forte. Il mare, poi, fa affiorare corpi morti. Diventa anche una questione di sicurezza. Il sindaco Alessandro Franchi si è interessato presso la Regione. L’intervento non è in discussione. Ma sui tempi non sono più ammesse ulteriori deroghe. —

A.R.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web