Il Tirreno

sanità 

Ambulanza attesa 6 ore arrivano le scuse dell’Asl

2 MINUTI DI LETTURA





cecina. «Ci scusiamo con il signor Gavarri che ha dovuto aspettare alcune ore l’ambulanza per poter rientrare a casa dopo la terapia». Così l’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest a seguito della protesta del paziente Claudio Gavarri, costretto ad aspettare per oltre sei ore al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina prima di poter essere trasportato a casa con l’ambulanza. È successo nella notte fra il 5 e 6 gennaio scorso. Gavarri, che a causa di una grave patologia per cui deve fare sedute di radioterapia, ha avuto bisogno di terapie antidolore. Cure che svolge periodicamente in ospedale. Ma al momento delle dimissioni, non c’era alcuna ambulanza o mezzo sanitario disponibile per riportarlo all’abitazione.

«Come afferma il signor Gavarri, il servizio di trasporto sanitario è sempre stato puntuale ed efficiente – sottolineano dal quartier generale dell’Azienda sanitaria –. Purtroppo la mattina del 6 gennaio, dalle 5 alle 10 tra Cecina e Rosignano, gli interventi del 118 sono stati 19, un numero piuttosto elevato se si considera l’intervallo orario di sole 5 ore e l’estensione territoriale». E aggiungono: «Ciò non giustifica la lunga attesa, ma può essere spiegata data la circostanza eccezionale dell’elevato numero di interventi e dal fatto che, essendo un giorno festivo, l’assenza dei medici di famiglia porta la popolazione a rivolgersi maggiormente al servizio 118».

Del resto, lo stesso Gavarri nel segnalare a Il Tirreno la sua disavventura ha evidenziato che «fino alla notte del 5 gennaio il servizio del 118 è stato perfetto così come quello del personale medico e paramedico del pronto soccorso e a quello dei volontari delle varie organizzazioni di volontariato». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa