Offerta archeologica al parco e al museo si affacciano in meno di 10.000
La sfida per rilanciare e riprogettare i percorsi di visita Salvini: «Sul territorio in pochi conoscono quei tesori»
«Abbiamo cercato di potenziare l’offerta nel 2018 constatando il calo di visitatori». Così l’assessore alla Cultura Giovanni Salvini. E stando ai numeri qualcosa si è smosso. Il picco al parco archeologico di San Vincenzino è di più 52%, dai 4.032 visitatori del 2017 ai 6.114 dell’anno appena concluso. Soffre ancora, invece, il museo di Villa Guerrazzi: –18%, da 4.433 si è scesi a 3.640.
In un territorio ad alta densità turistica l’offerta culturale resta relegata ancora ai piccoli numeri. Tra parco e museo l’offerta archeologica non sfonda la soglia dei 10.000 visitatori. Nel 2018 ci si è avvicinati, attestandosi a quota 9.754. Ovvero 1.289 in più rispetto all’anno precedente.
«La volontà è quella di aumentare le presenze non solo di turisti ma delle persone del territorio a cominciare dalle scuole, sperando che gli studenti si rivelino un alleato efficace nel promuovere e far conoscere i tesori del museo e del parco – afferma Salvini –. Il tentativo è quello di rendere Cecina consapevole di questo patrimonio storico. Se si fa un’inchiesta sul territorio per esempio in molti non sanno della villa romana o della cisterna».
Gli strumenti per far crescere le presenze nel museo e nel parco archeologico possono essere tanti e di sicuro la scuola si sta rivelando un alleato significativo. «Abbiamo a questo proposito fatto anche dei progetti di alternanza scuola lavoro con gli istituti superiori – dice l’assessore –. E, per esempio, l’apertura del museo e del parco il giorno del patrono San Giuseppe il 19 marzo con i ragazzi delle scuole superiori a fare da ciceroni ha registrato un significativo aumento dell’afflusso e sicuramente i ragazzi sono riusciti a fare da amplificatori».
L’aver aumentato le ore di apertura va nella direzione di facilitare la fruizione. «Teniamo più aperto e sono stati fatti anche più laboratori». Probabilmente c’è un’offerta da aggiornare. «Apriremo un’area dedicata ai reperti di epoca medievale – sostiene l’assessore alla Cultura –. A San Vincenzino è stata trovata una grossa sepoltura, circa un centinaio di persone che probabilmente avevano scelto una stanza della villa romana per la sua forma ad abside». Ma c’è dell’altro. «Oggi i musei stanno tutti ripensando la propria proposta perché la semplice esposizione dei reperti non è più sufficiente. Con la scuola Sant’Anna ci stiamo confrontando per un progetto di realtà aumentata da sperimentare nella tomba etrusca che si trova nel parco di Villa Guerrazzi». Che aggiunge: «Abbiamo realizzato nel museo il percorso tattile e sperimentato le ambientazioni sonore». A soffrire è in particolare il museo per la sua collocazione decentrata e le difficoltà di collegamento anche con i mezzi pubblici. «Le strutture di San Vincenzino e la Cinquantina devono essere integrate nella rete dei trasporti locali – sostiene –. Questa estate abbiamo sperimentato il collegamento con il trenino dei campeggi, ma non è sufficiente». E conclude: «Serve anche un maggior coinvolgimento nei pacchetti turistici del territorio. E c’è da lavorare con i Comuni del comprensorio perché di fatto il nostro è un museo della Bassa Val di Cecina. Il nuovo ambito turistico servirà anche per ragionare di turismo culturale». —
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