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Muore la maestra, da Cecina un libro per i bimbi di Scampia

Manolo Morandini
Muore la maestra, da Cecina un libro per i bimbi di Scampia

Il progetto didattico realizzato dagli alunni della 4ª B delle elementari Alberti Un ponte per unirsi: il lutto elaborato attraverso la riscrittura di una favola

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La morte allontana un’insegnante dalla scuola, dalla vita dei suoi alunni. Un evento drammatico, accaduto a novembre lontano da Cecina ma di cui la maestra Cecilia Incagli ha scelto di parlare ai suoi alunni della 4ª B della scuola elementare Alberti. Il risultato è un tabù infranto. Una lezione di vita che si fa progetto didattico. S’intitola “Un ponte per unirsi” e dalla fine del 2018 lega i suoi bambini a quelli della 1ª F dell’Istituto comprensivo Kennedy nel quartiere Scampia di Napoli.

«All’inizio di novembre la mia collega e amica Silvia Selo, in servizio presso il 58º Istituto comprensivo Kennedy nel quartiere Scampia di Napoli, mi informava della morte prematura e improvvisa della sua collega, la giovane maestra Arianna Mele – dice la maestra Incagli –. La loro è una classe di 22 bambini. I giorni seguenti racconto ai miei alunni l’accaduto, rimangono così colpiti che esprimono il desiderio di aiutare quei bambini che hanno subito una grande perdita».

Le parole. Quelle capaci di dare un senso. E la fantasia. «Propongo ai miei alunni di lavorare su una favola di Alba Marcoli, una psicologa sarda che scrive fiabe che poi utilizza per scopo terapeutico – spiega la maestra –. I suoi libri aprono uno spiraglio sul disagio infantile. Leggiamo in classe la “Storia della tartarughina che non voleva uscire dal guscio”, una piccola tartaruga che dopo aver perso la mamma, si rifugia nel suo stesso guscio. Solo l’amore e la cura degli amici del bosco, un leone, un daino, una puzzola, uno scoiattolo le faranno tornare la voglia di vivere e finalmente il desiderio di uscire dal guscio per affrontare nuovamente il mondo, nonostante sia rimasta sola».

La parola, e soprattutto la sua qualità, può lenire l’effetto di un evento tragico come la morte di una persona cara. Il lutto non è una malattia. I bambini sono piccoli, ma piccolo non vuol dire stupido o incapace. «Con i miei alunni decidiamo di semplificare e riadattare la fiaba per i piccoli amici della 1ª F scrivendola al computer con un carattere stampatello grande e chiaro, in modo che possano leggerla meglio. Nell’impaginare aggiungiamo degli spazi bianchi che i bambini useranno per disegnare i personaggi del bosco. Poi la copertina colorata con un messaggio personalizzato per ognuno».

Il pacco con i 22 libricini, più uno per la maestra Selo, il 21 dicembre è arrivato a destinazione. Prende vita il progetto “Un ponte per unirsi”. «L’adattamento della favola lo abbiamo letto in classe e commentato, un po’alla volta, giorno per giorno – afferma Silvia Selo –. Ci sono cose impossibili da spiegare e difficilissime da accettare, sia per gli adulti che per i bambini. Ed è da qui che l’idea della mia amica maestra Cecilia Incagli nasce, corre attraverso la posta prioritaria e dalla Toscana giunge fino a me». —



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