Sicurezza
Ciclovia Tirrenica assemblea pubblica per lanciare il progetto
castagneto. Il tassello che andrà a comporre la parte di ciclopista Tirrenica che interesserà il territorio di Castagneto Carducci ancora non c’è. Un’infrastruttura di interesse nazionale a disposizione del cicloturismo, che si snoderà per 1.200 chilometri, dal confine della Francia fino a Roma. Da qui la scelta di Asd Costa degli etruschi, Fiab e Legambiente di mettere sul tavolo una proposta da consegnare all’amministrazione comunale.
In Toscana il tracciato sarà lungo circa 550 chilometri, tutto lungo la costa. L’idea dei promotori dell’assemblea pubblica in agenda per lunedì 7 gennaio alle ore 20,30 nel salone del Centro diurno, in piazzale Europa, a Donoratico è di raccontare come definire il percorso sul territorio di Castagneto Carducci e i possibili investimenti. Nell’occasione dell’assemblea pubblica interverranno Fabio Tognetti per Legambiente e il referente Fiab per la provincia di Livorno Sergio Signanini che illustreranno la portata del progetto nazionale e regionale. A introdurre i lavori sarà Giorgio Creatini.
L’Asd Costa degli etruschi tra l’altro ha commissionato uno studio di massima che ha permesso di individuare un tracciato per mantenere lungo la costa il percorso della ciclovia, in sede protetta e idoneo a tutte le tipologie di utenza, sfruttando delle strade esistenti che corrono tra la vecchia Aurelia e la superstrada. In pratica, si tratta di mettere a sistema l’esistente con alcuni accordi e la realizzazione di due ponticelli sulle fosse Camilla e di Bolgheri tra Bibbona e Marina di Castagneto. Qui si tratta di percorsi che sono di proprietà Anas e che sono stati funzionali ai lavori di costruzione e manutenzione della strada a quattro corsie. Secondo i promotori l’amministrazione comunale dovrebbe farsi promotrice di un’intesa con Anas per sfruttare i percorsi esistenti. Sul fronte del territorio che guarda a San Vincenzo, invece, il percorso esistente dai Pianetti corre a ridosso della ferrovia e insiste all’interno della proprietà della Società agricola Dievole Spa di cui l’imprenditore Alejandro Bulgheroni è il principale azionista. «In altre zone della Toscana i Comuni si sono fatti promotori di intese con i privati per garantire la responsabilità civile in caso di danni e accollarsi i costi della manutenzione», dicono i promotori. L’ottica è quella di stimolare la realizzazione di un’infrastruttura che promette di potenziare l’offerta turistica. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google