Gioco
Levata di scudi dei pescatori esasperati «Cacciati dal porto, nessuno ci aiuta Regione e Comune giocano al rimpallo»
ROSIGNANO. «Chiediamo soltanto di lavorare e di avere un riparo per le nostre imbarcazioni, che poi sono i mezzi con cui ci guadagniamo da vivere». I pescatori della zona si dicono esasperati dal fatto «che nessun ente ci aiuta davvero a trovare una collocazione definitiva ai pescherecci».
Quattro i pescatori che fino alla primavera dello scorso anno tenevano le loro barche all’interno del porto di Rosignano. Si tratta di Simone Sardone, Mirko Ulivieri, Marco Tarchi e Massimo Piccinetti, che adesso hanno i pescherecci rispettivamente il primo a Follonica, il secondo a Vada e gli altri due a Cecina.
«Acque in cui non possiamo stare - spiegano - per svariati motivi. Non capiamo perché non sia possibile tornare al Cala de’ Medici, che è l’unico porto non solo in Toscana dove i pescherecci non vengono accolti».
Tutto è cominciato un anno e mezzo fa, quando il Cala de’ Medici chiede ai pescatori di lasciare la banchina di sopraflutto entro il 31 maggio. Questo sulla base di un accordo con il porto - che avrebbe stralciato il pagamento delle quote di occupazione degli spazi all’interno dell’infrastruttura. I pescatori si sono opposti per mesi, chiedendo che venisse cambiata la concessione, con l’inserimento della possibilità di ormeggiare non solo imbarcazioni da diporto ma anche pescherecci. Già prima dell’estate scorsa hanno dovuto lasciare le acque del Cala de’ Medici. «Addirittura - spiega Sardone, che ha un iter legale collegato alla vicenda - il cantiere del porto di Rosignano si è rifiutato di tirare a terra la mia barca, è un comportamento assurdo».
Già lo scorso anno i pescatori hanno chiesto al Comune di intervenire, confrontandosi con i vertici del porto rosignanese così da cambiare la concessione inserendo appunto la possibilità di ormeggiare al Cala de’ Medici anche i pescherecci. Non solo, prima dell’estate 2018 i pescatori hanno presentato il loro problema anche alla Regione, chiedendo un aiuto concreto.
«Eppure nessuno ha ancora fatto nulla - concludono - Il Comune ripete che la cosa adesso compete alla Regione, che ci dice di aspettare. È assurdo, perché nel frattempo dobbiamo lavorare e farlo lasciando i pescherecci in altre zone è difficile. Questo comportamento delle istituzioni causa la perdita di posti di lavoro». —
A.C.
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