Il Tirreno

«I cinema non sono adatti per chi si muove su una carrozzina»

di Claudia Guarino
Manuel Brambilla
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Manuel Brambilla

Cecina. Manuel è stato portato in sala dai suoi amici, in braccio «Attrezzature mancanti o non omologate per il mio mezzo»

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CECINA. Non ci sono le attrezzature adatte. Manuel dunque, per riuscire a vedere il film scelto, deve essere sollevato di peso e trasportato in sala dagli amici. Il montacarichi del cinema multisala Tirreno di Cecina, infatti, non è omologato per il tipo di carrozzina che usa: una “Genny” elettrica a due ruote «piccola, ma molto pesante».

Manuel Brambilla è un 41enne e vive a Montescudaio. Aveva 19 anni quando gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Da allora «il corpo mi ha obbligato ad ascoltare i suoi messaggi, spingendomi a cercare nuove soluzioni per guarire. Con Genny posso essere indipendente e andare praticamente ovunque». La frase si trova sul sito produzionidalbasso.com, piattaforma tramite la quale il montescudaino ha lanciato la campagna di crowdfunding che gli ha permesso di raccogliere i 12.500 euro necessari all’acquisto della sua nuova carrozzina elettrica.

Ed è con la Genny che martedì 18 dicembre, Manuel è andato al cinema di via Buozzi. Il film che voleva vedere veniva proiettato al primo piano e gli amici lo hanno portato in braccio.

«Questo è successo - racconta - perché il macchinario che ha a disposizione il cinema è in grado di caricare le sedie a rotelle standard, ma per la mia non è adatto. Avevo anche chiamato per chiedere di invertire le proiezioni, spostando il film che volevo vedere io al piano terra, ma mi hanno detto che non era possibile». Un accorgimento, questo, che altre volte è stato garantito. «Un disagio simile l’ho vissuto anche al cinema Moderno. Lì, addirittura, non sono proprio attrezzati per le carrozzine. E pensare che i cinema di Cecina hanno il cartellino di accesso disabili».

Non solo cinema, Manuel trova difficoltà anche con gli spostamenti in città, perché molti negozi non dispongono di scivoli. «Altri, però, li hanno e a me piacerebbe collaborare con il Comune per segnalarli».

Ciò che Manuel vorrebbe realizzare, dunque, è una sorta di mappa dell’accessibilità, per stimolare il cambiamento e per contribuire a rendere la città un luogo che sia davvero alla portata di tutti. —


 

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