Toscana
Dopo 130 anni di attività chiude bottega di casalinghi
Donoratico, lo storico negozio di casalinghi abbassa le saracinesche a fine anno Alberto Scappini (attuale titolare): «Le nostre radici rimangono sul territorio»
CECINA. Sei generazioni impiegate nel commercio, circa 130 anni, di padre in figlio. Chiude a fine anno la storica bottega al dettaglio di casalinghi e articoli da regalo Scappini a Donoratico. Pietro Scappini nel 1860, originario di Montelupo Fiorentino, si trasferì con la propria famiglia nel borgo di Castagneto. All’epoca il genio commerciale gli suggerì di sviluppare un mercato itinerante servendo a bordo del suo carro i paesi limitrofi che si sviluppavano nell’entroterra. L’intuito fu quello giusto e in breve tempo da ambulante aprì il primo negozio nel capoluogo. «Come una pianta che nasce amovibile in un posto – racconta Alberto Scappini che, con la moglie Licia e i figli Alessandro e Lucia, rappresenta l’ultima generazione – anche noi abbiamo profonde radici nel territorio e abbiamo espanso la chioma fino al paese nuovo (Donoratico) e non oltre. Quasi come forma di gratitudine e rispetto verso una comunità che commercialmente tanto ci ha dato. Per 130 anni siamo rimasti qui divisi con i nostri due punti vendita Castagneto e Donoratico, il passato e il presente».
Ai tempi del nonno il commercio era un’altra cosa. «Erano gli anni della Grande Guerra – continua Scappini – un commercio semplice e rispettoso dove esistevano pochi fronzoli ma si badava alla sostanza, quelli in cui ci si aiutava, dove gli aneddoti parlano di umanità. Poi la rinascita, un’Italia che si rialza, si cura le ferite e genera il miracolo. L’economia ripartì con un’esuberanza dettata dalla grande voglia di ricominciare. In quegli anni mia madre e mio padre hanno avuto la fortuna di vivere quello che ritengo sia stato il periodo commerciale migliore, il ventennio ’40-‘60: è li che ci siamo formati e ci siamo educati al bello. La comunità locale cresceva, le esigenze erano sempre più raffinate, le famiglie nobili del tempo stimolavano e portavano innovazioni, bisognava stare al passo. Per citarne alcune i conti della Gherardesca, i Marchesi Incisa e gli Antinori, anche grazie a loro la nostra professionalità è cresciuta. Lo standard era alto e bisognava essere all’altezza. A noi questa sfida piaceva. Con un pizzico di orgoglio posso tranquillamente affermare che ciascuno di loro conserva ancora alcune delle nostre preziose porcellane».
Dal 1967 anche Alberto entra nell’impresa di famiglia con un diploma di ragioniere conseguito a Cecina. «Ad ogni modo è con la gente comune che siamo cresciuti e arrivati fino ai giorni d’oggi, fidelizzando generazioni di clienti che arrivavano nei nostri negozi un po’ da tutta la provincia. Quando sono arrivato, il paese era in evoluzione, si stava sempre più urbanizzando. Decisi di ampliare il negozio, rendendolo più dinamico e aperto alle nuove tendenze. In quel periodo il commercio era protagonista, nel paese stavano nascendo attività commerciali che spaziavano in tutti i settori merceologici. Castagneto Carducci era un fermento, c’erano due cinema, tre macelli e altrettanti negozi di alimentari.
Dalle campagne salivano verso il paese e tutti volevano investire. La vicina Piombino rappresentava un porto sicuro e nello stabilimento siderurgico approdarono migliaia di persone. Anche Donoratico crebbe con noi». «Abbiamo attraversato un’epoca – spiega Scappini – nel nostro negozio entravano e venivano serviti in ugual misura gli operai, che comprovano dimostrando serietà, correttezza e umiltà, i ricchi con la loro esuberanza e i signori con la loro stravaganza. A tutti loro va un grande grazie».
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