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Porto Spa, nuovo socio Lucibello Piani rileva un pacchetto azionario

Manolo Morandini
Porto Spa, nuovo socio Lucibello Piani rileva un pacchetto azionario

La scelta su richiesta di alcuni imprenditori che osservano da tempo gli sviluppi della crisi della società, e sono interessati a intavolare una trattativa

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cecina. «Il 16 novembre ho proceduto all’acquisto di alcune azioni della Porto Spa e ho fatto formale richiesta di iscrizione a libro soci inviando altresì la richiesta di ingresso al Circolo Nautico, condizione imposta dal vigente statuto della Spa, il tutto per poter partecipare alle assemblee e poter così ascoltare e valutare direttamente la situazione». Così Alessandro Sascia Lucibello Piani annuncia il suo ingresso nella compagine.

Motivo? «Sono stato contattato da imprenditori che osservano da tempo gli sviluppi della crisi della Porto Spa che mi hanno chiesto di monitorare per loro conto la situazione attesa la mia esperienza e conoscenze del mondo locale». Insomma, da figura di spicco della scena politica locale e attiva su più fronti, dal sostegno alla maggioranza civica che sostiene il sindaco di Riparbella Salvatore Neri alla sua vicinanza alla capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani, ad azionista di una società che naviga da tempo in un mare in tempesta.

«Per i mandanti l’assenza di trasparenza sulla situazione finanziaria e debitoria della società così come sugli accordi di vendita del comparto a terra, a cui non è stata data ancora esecuzione, e la situazione dei contenziosi in essere con alcuni fornitori come Sales o con l’Agenzia delle Entrate, non permettono di entrare nel merito di una possibile trattativa con la necessaria serietà e serenità – sostiene Lucibello –. Resta comunque alto l’interesse per un comparto che se ben gestito a fronte di un progetto che tenga conto delle attuali potenzialità economiche, ritengono possa avere sviluppi positivi». Chi siano questi investitori non è dato sapere. Di certo non rientrano nella galassia che ad oggi fa capo a Peverell Holding Ltd, che è disposta a sviluppare il comparto immobiliare e realizzare a scomputo alcune opere per 14,5 milioni di euro, tra cui quelle di messa in sicurezza idraulica.

«Ho fatto loro presente che emergono indizi di una grave crisi – dice –. Molto dipenderà dalle scelte dell’attuale consiglio di amministrazione. Se veramente vogliono cercare partner o compratori seri, devono aprire la società all’esterno. Finché ciò non succede, gli investitori resteranno alla finestra in attesa degli sviluppi che oggi indicano come altamente probabile la strada di una procedura concorsuale in cui i primi perdenti sarebbero i soci della Spa e gli acquirenti di posti barca nella zona demaniale e infine il Comune, che vedrebbe azzerare la convenzione oggi in essere». E conclude: «Stiamo valutando la proposta di cooptare un nuovo membro nel consiglio di amministrazione che permetta di creare un clima di fiducia tra chi amministra la società e i potenziali investitori». —

Manolo Morandini

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