Il Tirreno

Viticoltura, il mal dell’esca minaccia gli impianti: le tecniche per arginarlo

Divina Vitale
Viticoltura, il mal dell’esca minaccia gli impianti: le tecniche per arginarlo

Il quadro delle soluzioni per contenere la diffusione di questo fungo nel seminario che si è svolto alla cooperativa Terre dell’Etruria 

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DONORATICO. È intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi al seminario Sangue della terra, organizzato dalla cooperativa Terre dell’Etruria e supervisionato dall’agronomo Paolo Granchi, nella sede di Donoratico. Al centro il mal d’esca che negli ultimi anni ha aggredito le viti in maniera sempre più inarrestabile, con conseguenze molto gravi. . In sala 130 partecipanti, agricoltori, viticoltori, responsabili tecnici di aziende vitivinicole, consulenti, agronomi, produttori di mezzi tecnici, direttori di Consorzi di Tutela, enti pubblici e ricercatori. Durante la mattina del 12 dicembre si sono succeduti tredici interventi da parte di ricercatori e tecnici della filiera vitivinicola nazionale e internazionale che hanno fornito il quadro sugli eventi che più hanno condizionato l’annata vinicola. Nel 2018 la Toscana ha dovuto contrastare avversità significative quali il mal d’esca e altre patologie del legno.

Ad aprire i lavori è stata la professoressa Laura Mugnai, docente dell’Università di Firenze. «Ha introdotto a tutto tondo il problema delle malattie del legno della vite – dice Massimo Carlotti presidente Terre dell’Etruria –, facendo particolare riferimento ai funghi patogeni responsabili nel complesso dell’esca. A seguire, Eugenio Sartori di Vcr, tra i più importanti vivai d’Europa, ha riportato una serie di esperienze legate ad alcuni vivaisti sulla vulnerabilità del materiale di propagazione al mal d’esca, prima di soffermarsi in modo dettagliato sui tipi di innesti della vite. Mirko Valente (Basf) e Giorgio Vitale (Fesco) hanno invece introdotto il Sistema Tessior, dispositivo in grado di attivare una miscela di principi attivi, già usati in viticoltura e coadiuvati nel caso specifico da un collante, da spruzzare sulle ferite provocate dalla potatura per scongiurare il mal d’esca».

Grande interesse ha poi destato la relazione del professor Christophe Bertsch dell’Université de Haute-Alsace, che ha illustrato i suoi studi sul complesso dell’esca e sulla resistenza della vitis silvestris a questo tipo di funghi. A conclusione della mattinata gli interventi di Stefano Fontana (Valagro), Giulio Caccavello (Sinomit & Sirch) e Claudio Lama (Agrauxine).

Nella sessione pomeridiana l’esposizione di Antonio Manes sull’importanza di collocare in ogni azienda vinicola una centralina meteorologica per valutare miglior momento di applicabilità dei prodotti fitosanitari. A seguire gli interventi di Paolo Dottorini (Corteva), Francesco Farabullini (Sumitomo Chemical), il professor Andrea Lucchi dell’Università di Pisa, Vincenzo Cavicchi (Biogard) e Stefano Foschi (Bioplanet). 
 

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