Gioco
Tre torri, due santi e il marinaio: in un volume San Vincenzo dalle sue origini ai giorni nostri
Domani alle 16,30 alla Torre la presentazione del libro Oltre 400 tra foto e documenti raccolti nell’opera di Raspolli e Nassi
san vincenzo. Parola alle immagini. Ce ne sono 400 nel libro “Tre torri, due santi e… il marinaio”. Ed è la chiave con cui si vuole riannodare il presente con la storia della comunità sanvincenzina. Un racconto di luoghi, eventi e personaggi a due voci. Gli autori Andrea Raspolli e Claudio Nassi si propongono di parlare ai residenti e a chi vuol conoscere la storia di questa terra e delle persone che ne sono state protagoniste. Il volume, edito da Tagete, sarà presentato domani alle ore 16, 30 nella cornice della sala consiliare La Torre a San Vincenzo.
«Il ricordo è la capacità di riportare nel cuore e nella mente il passato, tentare di capirlo per vivere il presente con più cura per progettare il futuro con maggiore responsabilità per ciò che vorremmo diventare – affermano Raspolli e Nassi –. La nostra storia rappresenta chi eravamo, chi siamo e chi vogliamo diventare. È la nostra identità».
Conoscere, diffondere e conservare. «Lo abbiamo concepito come un libro di servizio – sostengono gli autori –, cioè per fornire ai lettori una copiosa documentazione fotografica accompagnata dal tracciato delle vicende che hanno caratterizzato la storia del nostro territorio».
Quasi 300 pagine. Tutto a colori. 400 immagini descritte e commentate che scandiscono una sorta di diario, dove la storia di luoghi si alterna a quella di eventi e persone. Inoltre, ci sono approfondimenti su alcuni temi specifici da parte di Gianfranco Benedettini, Lorenzo Bientinesi, Francesco Govi, Manolo Morandini, Rossano Pazzagli e Giampaolo Talani.
«È un libro fotografico – dice Alessandro Bandini, sindaco di San Vincenzo – che ha lo scopo di riassumere la nostra breve storia ponendo l’accento sull’importanza della nostra identità». Mentre il professor Giovanni Manetti nella sua prefazione al libro sottolinea che «contiene la storia e la memoria di San Vincenzo». E ancora, a proposito dei capitoli dedicati dalla metà del diciannovesimo secolo fino a oggi: «Si tratta verosimilmente di un periodo in cui la memoria storica si lega e si confonde con quella individuale di molti cittadini di San Vincenzo, memoria che si è formata anche attraverso le narrazioni dirette dei loro genitori e dei loro nonni».
C’è poi un capitolo speciale. È quello dedicato alla conquista dell’autonomia di San Vincenzo da Campiglia Marittima. Il 3 giugno 1949, con decreto firmato dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi e controfirmato dal presidente del Consiglio dei ministri Alcide De Gasperi, da piccolo borgo dipendente da Campiglia Marittima, San Vincenzo diventa un Comune autonomo. Ed è dal 1949 che ogni anno l’indipendenza viene celebrata il 15 agosto.
«Questo evento “mitico” per la memoria sanvincenzina, come lo è ogni nuova fondazione, crea a sua volta un “rito” – sottolinea Manetti –. Infatti, la proclamazione dell’autonomia comunale di San Vincenzo viene festeggiata con i fuochi d’artificio il 15 agosto di quello stesso anno: ma questo evento festoso si è ripetuto ritualmente da allora fino ad oggi nella stessa data, anche se probabilmente se ne è persa la completa consapevolezza». —
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