Il Tirreno

Undici mesi di attesa per un doppler alle braccia

di Anna Cecchini
Un medico esegue un esame
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Un medico esegue un esame

Rosignano, protesta un cittadino che ha prenotato l’esame in farmacia: «È assurdo aspettare quasi un anno, tanto vale che l’Usl ci mandi dai privari»

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ROSIGNANO. Undici mesi e 15 giorni. Questo il tempo di attesa per un ecocolordoppler agli arti superiori prospettato a un 71enne di Rosignano, Alberto Girolami, che la mattina del 10 dicembre di buon’ora si è presentato alla farmacia comunale del paese per prenotare l’esame.. «Specifico subito - spiega - che le farmacie non hanno alcuna colpa se gli appuntamenti per gli esami in regime pubblico slittano per svariati mesi, dato che si limitano a prenotarli fornendo un servizio importante per i cittadini». Detto questo, Girolami è su tutte le furie. «Prima mi è stato prospettato di fare l’esame addirittura nel 2020 a Lucca - spiega l’uomo -, poi hanno guardato meglio ed è spuntato un appuntamento che era stato appena disdetto, per il 26 novembre del 2019 all’ospedale di Livorno».

Un'attesa per una prestazione diagnostica relativamente impegnativa ha fatto inalberare Girolami. «È davvero una cosa assurda - dice il rosignanese - che un cittadino debba attendere un periodo così lungo. Sembra impossibile, se davvero questi sono i tempi previsti farebbero meglio a dire senza problemi di rivolgersi alla sanità privata».

Sì, perché per una patologia che si è manifestata adesso e quindi deve essere verificata in tempi consoni, un esame fra 350 giorni appare quasi inutile: o il malanno sarà scomparso da solo o sarà indubbiamente peggiorato.

È vero che, per accorciare i tempi di attesa, a Girolami è stata prospettata un’altra data per effettuare l’esame. Come prima disponibilità, si legge nell’impegnativa cartacea per l’ecodoppler agli arti superiori, l’Usl ha prospettato un appuntamento il 4 marzo del 2019. In pratica i tempi di attesa vengono accorciati a 2 mesi e 21 giorni. Non male, a parte il fatto che la sede indicata per fare l’ecodoppler è l’ospedale di Portoferraio.

«È vero - ammette Girolami - che questa prima disponibilità comporta una attesa minore, che comunque è lunga, ma è anche vero che per una persona che abita a Rosignano andare fin o all’Isola d’Elba è un problema. Se un cittadino non guida deve avere parenti o amici a disposizione che lo accompagnino, e comunque anche in automobile si deve prenotare i traghetti. Significa perdere una intera giornata per un esame che magari dura meno di mezz’ora». È chiaro che questa ipotesi ha lasciato perplesso Girolami che, sconfortato, ha prenotato l’esame per la mattina del 26 novembre del prossimo anno a Livorno, anche se non è detto che nel frattempo non provi a trovare altre soluzioni per effettuare l’ecocolordoppler in tempi maggiormente adeguati.

«Non potevo fare altro - racconta -, ma sono davvero sempre più deluso dalla sanità pubblica. Non è possibile che per un ecocolordoppler si debbano attendere 350 giorni. Significa invitare i malati a rivolgersi alla sanità privata, e allora sarebbe meglio che l’Usl lo dicesse apertamente. Non sta certo fornendo un servizio puntuale ai pazienti. Noi cittadini ci sentiamo veramente trattati come nullità». —


 

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