Gioco
Strade rese inaccessibili colline tenute in scacco Legambiente fa il punto
Assemblea pubblica venerdì alle ore 21 nel salone del centro diurno della Casa della salute a Donoratico a cura del circolo Costa etrusca
CASTAGNETO. Foto, video e parole. Sono gli strumenti scelti dagli attivisti del Circolo Legambiente Costa etrusca per accendere i riflettori con un’assemblea pubblica sulle colline di Castagneto Carducci. Strade rese inaccessibili, altre cedute a privati e il progetto di riattivare la coltivazione della cava di marmo del Broccatello. L’appuntamento è per venerdì 14 dicembre, ore 21, nel salone del Centro diurno della Casa della salute, in piazzale Europa, a Donoratico.
Storie attuali delle colline: Monte Coronato, la Torre, il Nocino le cave del Broccatello. Quattro casi per sottolineare gli aspetti legati ad autorizzazioni, controlli, trasparenza. «Si tratta di alcuni esempi che dimostrano come non si possono lasciare le nostre colline alla sola iniziativa dei privati – sostengono dal Circolo Legambiente –. Natura, boschi, idrografia, itinerari trekking, ippovie, agricoltura, turismo. Insomma, un’altra idea di sviluppo è possibile». E aggiungono: «Partiamo dall’articolo 9 della Costituzione italiana».
La strada della Torre di Donoratico, è quella che dalla strada comunale dei Cannoni dovrebbe permettere di salire alla monumento medievale della Torre di Donoratico. «Risulta inclusa nell’elenco delle strade vicinali di uso pubblico ma è chiusa da tempo con cancello e catena – sottolineano –. È stato anche tolto da ignoti il cartello posto all’inizio che ne indicava il nome». Ma c’è dell’altro. «Il 15 luglio 2015 il comandante della Polizia municipale di Castagneto Carducci, accertato l’abuso, scriveva al sindaco: “Lo strumento specifico per la rimozione della chiusura della strada rimane l’ordinanza sindacale”. E segnalava “la necessità di adottare un’ordinanza” per ristabilire la normalità. In occasione dell’assemblea mostreremo la relazione della Polizia municipale con tanto di foto. Perché il Comune non ha mai provveduto a fare l’ordinanza? ».
La strada del Nocino, invece, permetteva di andare dalla provinciale Bolgherese a via Cairoli, per arrivare a piazza del Popolo. «Da sempre pubblica, come da Catasto, oggi è sparita nella proprietà privata – affermano –. Sul tracciato è stata costruita anche una piscina. Ma l’ufficio Tecnico del Comune non ci ha mai fornito l’atto con il quale la strada viene dichiarata privata. Sembra che siano in corso le procedure per la vendita da parte del Comune di quel tratto di strada». Gli altri casi su cui Legambiente accende i riflettori sono «lo scempio del sentiero trasformato in strada di Monte Coronato e Romitorio, con l’assurdo di aver dichiarato che la larghezza originale, prima dei lavori, era di 2, 25 metri invece degli 80 centimetri circa come dimostrano racconti, foto e filmati, recuperati da chi quei luoghi li frequentava – dicono –. E chiuderemo con il progetto di riaprire le cave di marmo al confine con S. Vincenzo». —
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