Gioco
Poesie, film e motti popolari quelle frasi dell’anima per accendere le nostre città
L’idea di valorizzare i territori attraverso luminarie composte da parole piace Bologna l’ha fatto con Dalla, Castagneto pensa ai versi di Giosuè Carducci
Parole da osservare, assaporando immagini che racchiudono, in uno scrigno di luce, l’identità di un territorio. Parole simboliche, cariche di vita. Bologna, quest’anno, ha illuminato il Natale con Lucio Dalla, scegliendo, per le luminarie, le frasi de “L’anno che verrà”. Ogni territorio ha la sua storia e le sue radici. Ogni comunità ha le proprie emozioni e i propri simboli. Non per forza traducibili con una canzone. Castagneto Carducci potrebbe svelare la propria anima attraverso le parole di Giosuè Carducci. Castiglioncello, invece, tramite il richiamo al cinema. Ma l’essenza potrebbe affacciarsi anche nell’archeologia o trovarsi dentro un motto popolare, avendo sempre la parola come filo conduttore.
«Quella di Bologna è stata davvero una bella idea – dice la sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini – Perché non trarne spunto? Noi, in passato abbiamo proiettato alcuni versi del Carducci sulla facciata del palazzo comunale, ma anche rendere le sue parole luce, per Natale, potrebbe essere un’iniziativa da realizzare. Quest’anno è tardi, ma è un’idea da tenere in considerazione per il futuro».
Anche ad Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano, il guizzo piace. «Mi sembra un’idea carina - dice - Certo, dovremo trovare qualcosa che ci rappresenta. Per Castiglioncello potrebbe essere il cinema, potremmo utilizzare frasi di film girati in paese, ma c’è da tener presente che le luminarie vengono organizzate con l’aiuto delle varie Pro Loco e dei Centri commerciali naturali, quindi dobbiamo parlarne con loro».
La presidente del Ccn di Castiglioncello, Vanessa Guidi, è d’accordo: «Si può fare - afferma - però secondo me, più che il cinema, dovremmo trovare una frase o un motto che i castiglioncellesi sentono come proprio. Fosse anche una scritta che, da anni, è “scolpita” su uno dei muri cittadini».
Poesie, film, motti. Purché rappresentino l’identità di un paese, la quale può affiorare anche nell’archeologia. «L’idea di “illuminare le parole” mi piace - afferma Roberto Creatini, presidente della Pro Loco di Vada - Certo, è necessario valutare i costi e parlarne tutti insieme, così come è indispensabile studiare la collocazione delle luci in modo tale da non spezzare, eventualmente, le frasi, però perché non pensarci? Io sceglierei parole in grado di raccontare gli scavi di Vada Volaterrana così da esprimere, in luce, la storia del nostro paese. L’anno prossimo magari ci proviamo».
C’è il territorio la cui identità è imbevuta di arte, quello la cui anima affiora anche tramite la saggezza popolare e c’è il paese che si esprime attraverso la vita commerciale e turistica, come Cecina.
«Credo che le nostre luminarie siano molto belle quest’anno - racconta Roberto Bartoli, presidente del Centro commerciale naturale di Cecina - però l’idea che hanno avuto a Bologna non è male. Io punterei su frasi che riguardano la nostra essenza commerciale, ad esempio. Dobbiamo trovare qualcosa che ci racconti in maniera genuina. Se ci riusciamo, perché no? Dobbiamo pensarci bene, magari l’anno prossimo....». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
