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Bilancio, l’assemblea slitta a gennaio Ingiunzione di Sales per 3,6 milioni
In ballo per far ripartire il progetto la cessione di alcuni asset e un aumento di capitale sostenuto da imprenditori locali
«Entro il 31 gennaio faremo l’assemblea dei soci». Il presidente della Porto di Cecina Spa Giuliano Matteoli sposta in avanti la data della convocazione attesa per dicembre. Il 15 luglio i soci avevano acconsentito alla richiesta del consiglio di amministrazione di differire l’approvazione del bilancio 2017 entro la fine del 2018. Un mese in più non sposta i termini del problema. Servono certezze sulla continuità aziendale altrimenti lo scenario sarà la messa in liquidazione della Porto Spa. Nel frattempo, c’è un nuovo capitolo nel braccio di ferro con Sales Spa. Risolto il contratto per insolvenza della Porto di Cecina c’è in ballo un decreto ingiuntivo da 3, 6 milioni di euro. Ovvero, il controvalore dei posti barca dovuti in permuta per i lavori realizzati dal costruttore.
La sezione civile del Tribunale di Livorno ha accolto la richiesta avanzata da Sales di vedersi onorare il credito. Emesso il decreto ingiuntivo la Porto Spa ha presentato opposizione. «Il debito rimane e lo onoreremo trovando il capitale necessario – dice Matteoli –. Nei tempi dovuti abbiamo presentato opposizione e siamo in attesa dell’udienza che dovrebbe essere tra aprile e maggio del prossimo anno». Una sorta di dilazione che è ossigeno per la Porto Spa, che in questo scorcio di 2018 deve risolvere la forte tensione finanziaria, per l’indebitamento verso le banche e i fornitori, e la mancanza di certezze sull’esito delle operazioni in essere sul comparto immobiliare e il completamento del porto.
La situazione è grave. A pesare è il giudizio in sospeso sui conti. «In assemblea presenteremo le possibili soluzioni – dice il presidente Matteoli –. Si tratta di stringere le trattative che sono più consone alle esigenze della nostra società per presentarle ai soci a cui spetterà la scelta». Il percorso non è ancora chiaro. Quello su cui si sta orientando la Porto Spa è un mix di soluzioni. Servono 10 milioni di euro per ripartire. Si tratta per la cessione di rami d’azienda: posti barca più grandi, lotto Est, cantiere navale e posti auto. I tempi stringono e non è detto che la Spa chiuda più di un’operazione. Si tratta di creare le condizioni per superare l’incaglio finanziario e rimettere in moto l’operazione porto. Un’altra possibile spinta è legata alla proposta di finanziare un aumento di capitale della società. Ci sarebbe una cordata di imprenditori locali interessati e rilevare la maggioranza delle quote. Mentre dalla gestione dei posti barca la Spa potrebbe ricavare il necessario per sostenere i costi del credito bancario. Mentre Peverell Holding Ltd è disposta a sviluppare il comparto immobiliare e realizzare a scomputo alcune opere per 14,5 milioni di euro, tra cui quelle di messa in sicurezza idraulica. Il preliminare c’è già, si tratta di trasformarlo in contratto definitivo. La questione delle fideiussioni e delle sorti della Finworld Spa che le ha emesse resta sullo sfondo in questa fase. Ma tra le condizioni previste dal preliminare c’è che la Spa garantisca il passo per completare la parte a mare. —
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