Il dolore
Chieste le misure cautelari per il marito violento
Attesa per la decisione del Gip: può essere applicato il braccialetto elettronico con il divieto di avvicinarsi alla casa coniugale. Intanto l’uomo resta libero
CECINA. È stata chiesta l’applicazione delle misure cautelari per il marito che ha tentato di strangolare la moglie, a tutela della donna tuttora ospite di una struttura protetta.
La decisione spetta al Gip del tribunale di Livorno. Potrebbero volerci ancora poche ore, o giorni, sulla base del referto che attesta la gravità delle ferite riportate dalla donna, ma anche sulla base della sua testimonianza.
La coppia (che vive nel Cecinese) non è nuova a problemi del genere: il marito infatti ha picchiato più volte la moglie. La scorsa settimana, proprio a ridosso della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un’ultima aggressione, particolarmente pesante. La donna si è fatta coraggio ed ha deciso di presentare denuncia. Denuncia che ha permesso di attivare il Codice rosa, il percorso di protezione previsto in caso di maltrattamenti. Ma, in attesa che l’autorità giudiziaria decida quali provvedimenti applicare, è la vittima che ha dovuto lasciare la propria casa - è stata inserita in una struttura protetta - mentre l’uomo è in libertà. Nei suoi confronti potrebbe essere deciso l’allontanamento dalla casa in cui vive la moglie, a garanzia della quale può essere disposta l’applicazione del cosiddetto braccialetto elettronico. Un dispositivo che si applica alle persone sottoposte ai domiciliari.
La decisione dovrà essere presa dal Gip. L’art. 275/bis del Codice di Procedura penale introdotto con la legge n.4 del 19-01-2001 prevede che il giudice che ha disposto gli arresti domiciliari possa introdurre strumenti di controllo. —
M.M.
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