Il Tirreno

Una rete regionale di aiuto alle vittime

CECINA. Il Codice rosa è un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne, bambini e persone discriminate attivo in tutta la Toscana.Quando è...

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Il Codice rosa è un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne, bambini e persone discriminate attivo in tutta la Toscana.

Quando è rivolto a donne che subiscono violenza di genere si parla del "Percorso per le donne che subiscono violenza", il cosiddetto Percorso Donna, mentre per le vittime di violenza causata da vulnerabilità o discriminazione è il Percorso per le vittime di crimini d'odio.

Il percorso è attivo qualunque sia la modalità di accesso al servizio sanitario, sia esso in area di emergenza- urgenza, ambulatoriale o di degenza ordinaria e prevede precise procedure di allerta ed attivazione dei successivi percorsi territoriali di protezione.

Il percorso opera in sinergia con enti, istituzioni e con la rete territoriale del Centri Antiviolenza, in linea con le direttive nazionali e internazionali. La rete regionale Codice Rosa è l’evoluzione di un progetto avviato già nel 2010 in Toscana. Nel 2011, la sottoscrizione del protocollo d'intesa tra la Regione Toscana e la Procura Generale della Repubblica di Firenze.

Nel gennaio 2014 si completa la diffusione a livello regionale con l'estensione della sperimentazione a tutte le Aziende sanitarie toscane.

Nel 2016 è stata costituita la Rete regionale Codice Rosa per gli interventi a favore di persone adulte e minori vittime di violenze e/o abusi – delibera Giunta regionale 1260 del 5 dicembre 2016.

Gli obiettivi della rete prevedono di favorire il riconoscimento precoce dei casi di violenza assicurando efficaci percorsi dedicati; coordinare e mettere in rete le diverse istituzioni e competenze, per fornire una risposta efficace già dall'arrivo della vittima al pronto soccorso; dare continuità alle azioni successive al momento di cura erogato nelle strutture di pronto soccorso con la presa in carico territoriale successiva, sulla base della valutazione delle esigenze di tutela e protezione delle vittime mediante percorsi rispondenti alle loro esigenze.

La formazione, che deve essere multi-professionale, interdisciplinare e continua, è lo strumento essenziale per promuovere le conoscenze e condividere le procedure operative. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web