Il Tirreno

la crisi rossoblù 

«Nessun problema alle nostre finanze Ora basta alimentare dicerie negative»

«Nessun problema alle nostre finanze Ora basta alimentare dicerie negative»

Lo Sporting Cecina prende le distanze dai giocatori “ribelli” «Vincolati fino ai 25 anni di età, al limite c’è il prestito»

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CECINA. Lo Sporting Cecina non ci sta, e con una lunga missiva a firma del presidente Massimo Gazzarri garantisce che non è in corso alcuna crisi societaria. E prende le distanze dai giocatori “ribelli”, quelli che nei giorni scorsi hanno chiarito di voler abbandonare la squadra rossoblù.

«Non esiste alcuna crisi societaria - precisa la Asd Sporting Club in una lettera a firma di Gazzarri - anzi fino ad oggi i vertici rossoblù hanno tollerato fin troppo e spesso in silenzio, tali dicerie con il solo scopo di mantenere compatto l’ambiente pur lasciando aperte le porte all’imprenditoria locale per ampliare gli sforzi economici nell’interesse del progetto sportivo e dell’immagine stessa del calcio cecinese». Chiarito questo, il presidente del Cecina spiega che «la volontà espressa da parte di alcuni giocatori di lasciare la squadra è frutto di scelte personali, seppure non condivisibili, del tutto avulse dal contesto associativo ma che purtroppo hanno offerto all’esterno la percezione di una crisi finanziaria in atto. Niente di tutto ciò è vero. Tuttavia esiste un’articolata normativa federale sul vincolo sportivo dettata dal regolamento N.o.i.f. (Norme organizzative Interne della Figc) con la quale i giocatori e le stesse società sportive si devono confrontare e rispettare». Gazzarri dice che «gran parte degli stessi giocatori sono infatti vincolati con la Asd Sporting Cecina 1929 secondo i dettati dell’art. 32 della suddetta normativa, fino al compimento del venticinquesimo anno di età, parimenti esistono casi ben definiti per lo svincolo, fra i quali non è assolutamente contemplata la “scelta individuale” del giocatore di volersi liberare». Secondo Gazzarri la società si trova costretta «a replicare, ritenendo di aver subito un torto alla luce degli sforzi non solo economici sin qui profusi, nonché per tutelare l’operato dei propri dirigenti i quali hanno ricevuto anche gravi attacchi personali. Ricordiamo che appena cinque mesi fa stavamo festeggiando il salto di categoria». Secondo lo Sporting Cecina «la scelta di alcuni giocatori di voler abbandonare la squadra è frutto di una riflessione personale e maturata - forse non a caso - a ridosso della finestra del mercato invernale ma il fatto di averla affidata ai giornali, paventando una crisi societaria di natura economica, è lesivo dell’immagine della associazione sportiva stessa. Certamente le spese per mantenere una squadra di categoria, peraltro neopromossa, sono ingenti ma non tali da minare la sussistenza della compagine associativa medesima». Gazzarri spiega che «i giocatori che hanno espresso la volontà di abbandonare il progetto sportivo sono stati regolarmente convocati per la partita in programma a Piombino. Atteso però che non v’è volontà da parte dell’attuale dirigenza di mantenere in essere rapporti con quanti non abbiano a cuore le sorti del progetto sportivo sino alla conclusione del campionato, sarà valutata la possibilità che questi si accasino altrove con la formula del prestito dalla Figc». Infine, l’associazione sportiva «non intende tollerare ulteriori insinuazioni o attacchi e mantiene ferma la volontà di fare luce sugli autori dell'iniziativa, riservandosi ogni azione prevista per regolamento a tutela dell’associazione stessa. L’Asd Sporting Cecina 1929 ha affidato la consulenza legale in ambito di diritto sportivo-societario allo studio legale dell’avvocato Federico Bottazzoli, al quale ha già conferito incarico di monitorare la vicenda per tutelare i diritti dell’associazione». —

Altro servizio a pag. xiv

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