Lutto
Dopo l’arte la letteratura, un concorso per La Regola
Il rosso 2015 della cantina di Riparbella ha ottenuto i prestigiosi tre bicchieri. I titolari Luca e Flavio Nuti si raccontano: «Il nostro comandamento? La qualità»
Riparbella (Pisa). Il parco della cantina si apre sulla Salaiola, la strada degli Etruschi che dal mare porta a Volterra, attraverso un cancello affrescato con grandi cerchi colorati. Pennellate soft, tratti concentrici sul ferro grigio: il pittore “degli angeli” Stefano Tonelli lo ha chiamato il cancello armonico, una carta da visita pensata per chi del vino ha fatto una ragione di vita come i fratelli Flavio e Luca Nuti, titolari dell’azienda La Regola di Riparbella. Hanno appena raggiunto un altro importante traguardo: i tre bicchieri del Gambero Rosso per la loro rinnovata Regola 2015, Cabernet franc in purezza, di prossima uscita. Un traguardo che arriva a due anni dall’inaugurazione della nuova cantina e i progetti di enoturismo. Con un obiettivo per il 2019: lanciare un concorso letterario intitolato alla Regola.
Li abbiamo intervistati, in un colloquio a due voci: Luca, agronomo, cura la parte tecnica e produttiva dell’azienda. Flavio, avvocato, si occupa di marketing, promozione e rapporti commerciali anche con l’estero. Sono i “fratelli diversi”, ma come sottolinea Luca, «se la Regola è diventata in vent’anni questa azienda, con questi risultati di qualità, è perché ci siamo entrambi».
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Tre parole per definire la vostra attività: fare vino.
Luca Nuti. «Qualità e sperimentazione. Solo così si trova la quadra, valorizzando l’espressione della qualità del nostro territorio. Il territorio è importante per fare vino, ma contano anche gli uomini, il terroir come dicono i francesi: luogo, persone, clima, tecnica».
Flavio Nuti. «Vino è cultura e valorizzazione della tipicità del territorio. Non a caso il progetto è nato per creare un ambiente idoneo a produrre ma anche a comunicare il vino, come un’ambasciata culturale. La cantina è accoglienza: è un luogo di incontri, convegni e in senso generale cultura del vino. Che è anche cibo e arte».
Tre bicchieri sono un traguardo importante che arriva nel ventennale della Regola. Il segreto?
Luca Nuti «Non è casuale. Da quando ho iniziato a fare vino, ed ero un ragazzo, volevo fare un vino importante, che avesse dei riconoscimenti. Il mio obiettivo è sempre stato quello di costruire un’azienda al top in un territorio non così vocato allora per il vino. Mio padre Rolando aveva un’azienda agricola che lavorava e impiantava vigneti per le grandi aziende di Bolgheri, e avevamo una vigna di famiglia. È così che è nata la mia passione per il vino. Dopo la laurea in agraria ho cominciato ad occuparmene a tempo pieno: nel 1995 il primo vino e nel ’97 l’imbottigliamento, prima lo facevo quasi in modo artigianale per un ristorante.
«Abbiamo creato un’azienda vera e propria, impiantando vigneti e puntando sulla qualità, sempre con l’idea di fare un vino importante. Quando ho cominciato c’erano le prime grandi aziende di Bolgheri e Poggio Gagliardo. A Riparbella siamo stati i primi, con Ligustro e Steccaia. Nel ’98 è nata La Regola, che nel tempo ha cambiato uvaggi. Nel ’92 ho innestato la vigna con cabernet del Sassicaia. Fino al 2001 era cabernet e sangiovese, poi merlot e cabernet franc senza sangiovese. Finché dal blend siamo passati al monovitigno, sempre alla ricerca della maggior qualità per fare vini eleganti e di caratteristiche superiori. Sempre con vendemmie separate e sperimentando nuovi vitigni. Quest’anno, l’annata 2015, che ha ottenuto i 3 bicchieri, è cabernet franc in purezza».
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Flavio Nuti. «I 3 bicchieri non sono un traguardo ma un attestato che la qualità è stata percepita come tale dagli addetti ai lavori, a conferma di un processo di evoluzione. La Regola è nata da un’azienda familiare, già attiva col mio bisnonno Corrado, dando impulso a un territorio che oggi è un distretto di grandi vini biodinamici. Noi siamo stati i primi a farli. Già nel ’99 arrivammo in finale per i 3 bicchieri con Ornellaia. Il risultato è frutto di una crescita e di un impegno continuo. La Regola è alla quarta generazione, la quinta con mio figlio Valentino, enologo, appena entrato in azienda».
Prossimi obiettivi?
Luca Nuti. «I 4 bicchieri... (scherza, ndr) L’obiettivo è consolidare l’azienda, aprirsi a nuovi mercati e aumentare gli ettari vitati, con una visione legata all’accoglienza e al mondo dell’arte. Del resto noi abbiamo investito per la nuova cantina quando nessuno investiva, non abbiamo aspettato aiuti pubblici, abbiamo creduto nel nostro progetto, grazie anche a uno staff tecnico che si è consolidato nel tempo e il particolare al consulente enologo Luca Rettondini».
Flavio Nuti. «Vogliamo crescere, aumentare la superficie vitata fino a 30 ettari per aprirci anche a nuovi mercati esteri, come Cina e Giappone. Con la nuova cantina abbiamo dato spazio all’arte e al cibo: gli affreschi di Stefano Tonelli nella barricaia rispondono all’idea di nutrimento dello spirito che gli Etruschi attribuivano al vino, recuperando la storia della Val di Cecina. Abbiamo ricevuto la visita di molti esperti, tra cui Vittorio Sgarbi, che ha avuto parole di apprezzamento. Siamo inseriti tra le cantine artistiche toscane, nel circuito dell’enoturismo. Abbiamo organizzato tanti eventi e incontri culturali e di spettacolo, abbiamo pubblicato due libri: La Regola degli chef, con cui abbiamo legato il vino al cibo dei grandi cuochi, e Somnium, sull’opera d’arte di Tonelli, curato dal critico d’arte Luca Nannipieri con l’introduzione del critico cinematografico Fabio Canessa. Vogliamo crescere anche su questo versante: l’obiettivo nel 2019 è lanciare la Regola della letteratura, con un concorso letterario legato al racconto del vino, con scrittori importanti e il coinvolgimento delle scuole». —
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