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Schiume lungo la battigia i risultati dell’analisi Arpat

Schiume lungo la battigia i risultati dell’analisi Arpat

L’agenzia regionale  ha rilevato calcio, magnesio e metalli che «si ritrovano nei solidi sospesi dello scarico generale Solvay»

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ROSIGNANO. «Elevate concentrazioni di calcio e magnesio, nonché presenza anche di metalli come ferro, manganese, alluminio e zinco; tutti questi elementi si ritrovano significativamente nello scarico generale dell'installazione Solvay, in particolare nei solidi sospesi da esso veicolati». Questo l’esito finale relativo ai campionamenti Arpat delle schiume apparse tra il Lillatro e il Fosso Bianco nella prima quindicina dello scorso ottobre.

In sintesi, dalle analisi effettuate da Arpat risulta che le schiume fossero da collegare agli scarichi dell’azienda Solvay. La società chimica, lo ricordiamo, fu la prima ad effettuare un campionamento, il 9 ottobre, chiarendo che «i materiali risultano essere costituiti da composti a base di magnesio e calcio, già normalmente presenti in ambiente marino che non sono stati rilevati all'interno dei campioni prelevati quotidianamente nello scarico finale di Solvay».

Dopo un mese e mezzo emerge che i materiali sono da collegare agli scarichi dello stabilimento locale. «Il fenomeno - prosegue Arpat - è certamente assimilabile ai precedenti studiati in analoghe condizioni meteo climatiche che ne hanno favorito la genesi».

Per quanto riguarda il saggio di tossicità, Arpat precisa che «il test ha evidenziato un certo grado di tossicità, comunque non elevata. Va, inoltre, sottolineato che, come già comunicato precedentemente, le acque marine campionate 50 metri a nord dello scarico generale Solvay hanno rilevato assenza di tossicità valutata con lo stesso organismo, il batterio Vibrio fischeri».

Per quanto riguarda le acque di scarico «nel liquido ottenuto dalla filtrazione di tali campioni sono risultati assenti i tensioattivi anionici ed i fosfati».

E infine, «i risultati delle analisi chimiche del campionamento hanno mostrato il rispetto dei valori limite previsti nell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) ministeriale DM 177 del 07/08/2015, che autorizza tale scarico». —

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