Il Tirreno

nuova viabilità 

«Aurelia troppo stretta con la ciclabile code dietro ai bus e rischi per i pedoni»

Anna Cecchini
«Aurelia troppo stretta con la ciclabile code dietro ai bus e rischi per i pedoni»

Molti dei negozianti del centro preoccupati per i cantieri: «Pericolosa per i ciclisti e per chi scende dalle auto parcheggiate»

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. «Sabato e domenica e nei giorni di festa si creano lunghe file, che arrivano dentro al sottopasso di via Forlì. Una situazione pericolosa». Samuele Chinellato, titolare di Pizza express sul tratto nord della via Aurelia, riassume in poche frasi la sua opinione sul restyling globale della viabilità nel centro di Rosignano.

«Meglio sarebbe stato - dice ancora - lasciare tutto come era, o addirittura pedonalizzare il centro completamente. La soluzione adottata è assurda. Oltretutto segnalo che l’ingresso sud al centro di Rosignano Solvay è pericoloso, tre strade (Aurelia, uscita del sottopasso e via Oberdan Chiesa) confluiscono in uno spazio molto limitato».

Il Tirreno ha fatto un viaggio lungo la vecchia via Aurelia, quella che secondo l’amministrazione è destinata a diventare il fulcro del commercio e della socialità della frazione più popolosa del territorio. Di opinione diversa i negozianti che da settimane seguono l’evolversi dell’intervento per realizzare la ciclabile e rinnovare il sistema dei parcheggi. «L’Aurelia così stretta - sottolinea Lorenzo Guideri di Nautifish - è un pericolo. Secondo me i posti auto non mancano, il problema è che sono talmente a ridosso della carreggiata che anche scendere dalla macchina è pericoloso. E poi si formano code interminabili se qualche mezzo si sofferma per scaricare merce oppure dietro ai bus».

Si preoccupa della sicurezza Alessandra Lenzi del negozio Linea lei: «Secondo me la carreggiata è davvero poco ampia, e mi chiedo come faranno le ambulanze a passare quando si formeranno le file». Un pericolo che secondo la commerciante è evidente anche per i pedoni che transitano sul marciapiede a lato dei negozi. «La strada è molto a ridosso del marciapiede - spiega- Ho chiesto che tra il percorso pedonale e la carreggiata venga realizzata una separazione, magari con una inferriata e fiori, così da rendere più sicuro il passaggio delle persone a piedi. Non solo, lungo il marciapiedi andrebbero sistemate panchine e altri arredi così da creare davvero un centro cittadino».

Perplessi sul fatto che la rinnovata via Aurelia rispetti gli standard di sicurezza in caso di transito di mezzi di soccorso anche Matteo Lancioni e Yossif Samar, gestori della tabaccheria numero 13, che sottolineano come, «il problema non è il cantiere, che prima o poi terminerà, ma il fatto che secondo noi la ciclabile non la userà nessuno. Tanto è vero che noi commercianti abbiamo chiesto che venga installato un conta-traffico per capire il numero di ciclisti che la utilizzeranno. Intanto però la carreggiata è stata ristretta in modo eccessivo».

Molti dei negozianti che abbiamo incontrato nel nostro giro nel centro del paese esprimono il dubbio sulla scelta di collocare la pista ciclabile lungo la via Aurelia. «Il percorso per le due ruote - insiste Francesco Cannizzo del Bar Centro - andava fatto sul versante mare, da via Vittorio Veneto e poi sul viale Trieste. Qui ci passeranno tre biciclette in un anno».

Alcuni dei commercianti, in attesa della fine dei lavori, preferiscono sospendere il giudizio. «Il cantiere è sempre aperto - spiega Emiliano Gronchi della gioielleria Marivera - e vediamo come sarà portato a termine il progetto. Per dare un giudizio definitivo dobbiamo aspettare che l’intervento sia completato».

Dello stesso parere Daniele Bramante, titolare del caffè Il nuovo Tubino. «A livello di funzionamento del traffico - spiega il negoziante - questa soluzione mi sembra migliore, credo sarà più scorrevole e fruibile. Un problema, non solo durante il periodo di cantiere che ci rendiamo conto avrà una durata limitata, potrebbe essere quello della carenza di spazi per la sosta delle auto». —

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