Sicurezza
Consegna a singhiozzo di pacchi e bollette, Cgil tratta per cambiare il servizio
La riorganizzazione ha problemi, soprattutto in alcune zone. La sindaca di Castagneto: «Arrivano comunicazioni scadute»
CECINA. La nuova organizzazione del servizio postale dipende dal calo dei volumi. Ecco perché Poste italiane, secondo quanto riporta la società, ha deciso di introdurre "Joint delivery", un nuovo modello di distribuzione che nella Provincia di Livorno ha preso avvio a fine maggio (nell'articolo a lato le informazioni sul servizio). «Sono stati ridimensionati il ruolo del portalettere e i tempi di consegna - dice Poste italiane - Il numero delle zone di recapito, inoltre, è diminuito. Inizialmente ci sono state criticità e ritardi, ma con il tempo le cose stanno migliorando». Soprattutto in alcune zone della provincia, però, i disagi, evidenti fin dall'inizio, non sono diminuiti.
Bollette scadute in consegna. È il caso del territorio comunale di Castagneto Carducci dove, dice la sindaca Sandra Scarpellini, «la scorsa settimana a molti cittadini sono arrivate le bollette già scadute. E ciò non si è verificato solo nelle zone di campagna, dove già accadeva costantemente, ma anche nel centro urbano di Donoratico. Questo, secondo me, è un disservizio». Le segnalazioni hanno riguardato anche i territori di Cecina e, in particolare, di Rosignano. C'è chi parla, ad esempio, di pacchi in ritardo e chi dice che il postino, lungo le strade, si vede sempre meno.
Cgil: «poche aree di recapito». Il sindacato Slc Cgil, d'altra parte, afferma che «è in corso una trattativa con l'azienda per ottenere, sul territorio provinciale, l'aumento del numero di zone di recapito e un cambiamento degli orari di lavoro». La riforma del sistema di consegna della posta, infatti, ha previsto un calo del numero delle aree di distribuzione della posta del «40%. Un fatto, questo, che, insieme alla scelta di alcuni orari di lavoro, secondo noi non garantisce la qualità del servizio». In pratica il territorio della Provincia è diviso in zone di consegna della corrispondenza, le quali sono affidate ai vari postini e la cui grandezza varia - dice Poste italiane - in base alla densità della popolazione per chilometro quadrato. Il nuovo modello "Joint delivery" ne ha accorpate alcune, diminuendo il numero di quelle precedentemente esistenti. «Chiediamo delle modifiche al servizio e all'accordo», dice Slc Cgil.
No esuberi, ma ricollocazioni. Un servizio, quello legato ai nuovi modelli di recapito, che non ha previsto, per quanto riguarda la Provincia di Livorno, esuberi nel contesto dei postini. Le aree di intervento, però, sono state riassegnate. «Chi aveva più anzianità di servizio è stato il primo a scegliere la sua collocazione» fa sapere Poste italiane. Ci sono poi stati pensionamenti e trasferimenti verso altri settori. Ma il cambio di zona dei portalettere, in alcuni casi, ha previsto il prolungamento dei tempi di consegna, anche per la scarsa pratica del territorio dei nuovi arrivati.
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