Il Tirreno

Cento badanti "sbadate" evadono il fisco per 4 milioni

Federico Lazzotti
L'operazione contro l'evasione fiscale è stata portata avanti dalla guardia di finanza
◗
L'operazione contro l'evasione fiscale è stata portata avanti dalla guardia di finanza

Irpef non pagata per circa 300mila euro. Pagamenti in "nero" per oltre 70mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Si occupano di anziani, malati e bambini ma per il Fisco sono dei fantasmi. Eppure nella stragrande maggioranza erano regolarmente assunte con contratti di collaborazione come colf, badanti o baby sitter, ma della loro dichiarazione dei redditi, nonostante avessero superato la soglia degli ottomila euro percepiti in un anno, all'agenzia delle entrate non c'era traccia. È una irregolarità diffusa quella scoperta dalla finanza incrociando i dati scaricati dai 730 dei datori di lavoro con quelli - mai presentati - dalle dipendenti. Un'inchiesta che ha fatto emergere in provincia di Livorno un'evasione dell'Irpef di circa 300 mila euro a fronte di circa 4 milioni di euro di introiti. Cento i casi scoperti che riguardano per lo più lavoratrici straniere: ucraine, romene, russe, moldave, peruviane, bulgare. E ancora georgiane, polacche, marocchine, ecuadoregne e brasiliane

Tra queste anche quattro donne, fra le quali un'italiana, che negli ultimi 3-4 anni avevano percepito addirittura redditi di oltre 70 mila euro ciascuna. Nella zona di Cecina, spiegano dalla finanza, cinque badanti si sono giustificate con i militari spiegando che dal loro arrivo in Italia nessun datore di lavoro aveva raccomandato loro di denunciare le retribuzioni oltre gli 8 mila euro l'anno percepite. Tre datori di lavori, invece, hanno raccontato che le rispettive collaboratrici domestiche avevano preferito tornare nel proprio Paese d'origine a causa dei controlli subiti dalla guarda di finanza. C'è poi il caso di una 50enne ucraina, sposata e con figli, laureata in economia che ha raccontato di aver lasciato il lavoro di segretaria nel suo Paese pagato appena 100 euro al mese mentre come badante in Italia ne percepiva oltre un migliaio.Molte, però, hanno scelto di regolarizzare la propria posizione fiscale. Anche perché tutto il materiale raccolto dalla finanza è stato girato all'Agenzia delle Entrate che ha già iniziato le verifiche e le successive contestazioni per recuperare quanto dovuto all'Erario.

Per il momento i controlli hanno riguardato le annualità comprese tra il 2014 e 2018. E dall'incrocio dei dati è emerso che le contestazioni fanno riferimento a 324 annualità. Dunque badanti o colf entrate nell'indagine non hanno presentato in media tre dichiarazioni dei redditi. Per il momento sono state approfondite 123 cartelle. In 98 casi sono emerse irregolarità, mentre 25 sono state archiviate. «Per queste ultime si tratta di posizioni che anche in caso di presentazione della dichiarazione dei redditi sarebbero state archiviate perché le lavoratrici avrebbero avuto sgravi fiscali, dunque compensazioni come i figli a carico o gli 80 euro di Renzi, che le avrebbero permesso di restare sotto la soglia degli ottomila euro per la quale non si deve presentare la dichiarazione». Molte delle colf risultate in debito con l'Erario hanno invece già chiesto la rateizzazione per sistemare la loro posizione. Oltre ai soldi non versati allo Stato questi casi possono innescare conseguenze, perché questi stessi soggetti in teoria hanno la possibilità di accedere a prestazioni gratuite oppure, un giorno, avere il reddito di cittadinanza. O ancora com'è successo - concludono dalla finanza - «possono consentire a chi non presenta la dichiarazione dei redditi di accedere alla disoccupazione anche senza averne diritto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa