Il Tirreno

l’inchiesta 

Arrestato in Germania, ricercato da mesi giocava nei casinò con banconote false

Arrestato in Germania, ricercato da mesi giocava nei casinò con banconote false

Dopo i primi due arresti a settembre il terzo complice era latitante. I carabinieri hanno accertato l’acquisto dei soldi a Napoli

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CECINA. Seduto a un tavolo della pizzeria dei suoi genitori a Korschenbroich, nella Renania settentrionale, a pochi chilometri da Dusseldorf. A trovare Pasquale Galesi, 39 anni, originario della Sicilia ma residente a Rosignano, sono gli agenti della polizia tedesca, su indicazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Livorno. L’uomo era ricercato dall’inizio di settembre a seguito del mandato di cattura spiccato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno nell’ambito dell’operazione denominata Solfa. Gli altri due complici, Ersilio Samperi, 38 anni residente a Cecina, e Antonino Asiatico, 52 anni residente a Rosignano, sono stati arrestati il 6 settembre. Tutti devono rispondere dell’accusa di aver esportato e speso in Svizzera migliaia di euro falsi.

Almeno 50mila euro falsi. La banda, secondo le indagini del Nucleo investigativo di Livorno e della Compagnia di Cecina, sarebbe andata almeno due volte in provincia di Napoli - nel dicembre del 2017 - acquistando 50.000 euro falsi (mille banconote contraffatte da 50 euro) al prezzo di 10.000. Un giro che potrebbe essere ancora più ampio, visto che la polizia cantonale ticinese ha sequestrato anche banconote false da 100 euro nello stesso periodo. In ogni caso sono 35 le volte in cui il gruppo di siciliani, come ricostruito dalle forze dell’ordine elvetiche, ha speso soldi falsi tra casinò, bar e altre attività commerciali della Svizzera, ottenendo banconote vere grazie al resto degli acquisti nei negozi.

caccia all’uomo. Dalla fine dell’estate i Carabinieri del Nucleo investigativo di Livorno non hanno mai smesso di cercare Galesi. Le indagini, già avviate grazie alla collaborazione con la polizia elvetica, si sono ulteriormente sviluppate in un contesto di cooperazione internazionale con il coinvolgimento della polizia tedesca, di concerto con il Servizio per la cooperazione di polizia internazionale. Per l’uomo la pizzeria di famiglia sulle rive del Reno era un rifugio abituale, in cui trascorreva le serate in compagnia dei familiari e probabilmente anche per sentirsi un po’ in Italia.

soldi nelle slot machine . Duecento euro su un numero della roulette, altre centinaia nelle slot machine, più tutti i soldi spesi tra bar, negozi e autogrill. Banconote in realtà contraffatte, che sarebbero state comprate in provincia di Napoli e usate principalmente nei casinò del Canton Ticino. Il primo a insospettirsi è stato un benzinaio svizzero, che non convinto di quei 50 euro ricevuti ha segnalato tutto alla polizia cantonale ticinese, intervenuta alla frontiera il 15 dicembre 2017. Gli agenti fermarono l’auto sospetta che stava tentando di tornare in Italia, trovando 300 banconote false da 50 euro sotto la ruota di scorta per un totale di 15.000 euro. Da quell’episodio si sono sviluppate le indagini dell’operazione Solfa.
 

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