Il Tirreno

comitato rifiuti zero 

Differenziata ferma al palo «È il momento di una svolta»

Gli attivisti sottolineano  che dal 2014 è autorizzato un impianto di compostaggio e biogas a Rosignano ma a oggi non esiste neanche sulla carta

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cecina

Scorrono i numeri che fotografano lo stato dell’arte della raccolta differenziata dei rifiuti nei Comuni della Bassa Val di Cecina i volontari del Comitato rifiuti zero di Cecina. «Purtroppo i comuni gestiti da REA Spa si fermano a una misera percentuale media del 43%», sottolineano.

Il riferimento è ai dati del 2017 pubblicati dalla Regione Toscana. «Si ricorda che la legge impone dal 2012 una percentuale almeno del 65% di differenziata – affermano –. E per ottenere risultati ottimali in termini di materiali riciclabili e riduzione della tariffa dovremmo arrivare all’80 o 90%. Per il quinto anno consecutivo invece siamo lontanissimi da questi obiettivi e pertanto i nostri Comuni sono costretti a pagare le relative sanzioni alla Regione Toscana». Per il Comitato «la causa di ciò è la mancata scelta di applicare su tutto il territorio sistemi di raccolta domiciliari, collegati a riduzione della tariffa per coloro che effettuano la corretta separazione. È carente inoltre il numero di centri di raccolta per materiali ingombranti e sarebbe necessario attivare un adeguato canale di comunicazione continuo tra cittadini e azienda. Infine sarebbe fondamentale la raccolta dell’organico e del verde, incentivando in particolare il compostaggio domestico». E a questo proposito «è importante segnalare il notevole incremento di raccolta differenziata registrato a Guardistallo, dal 23% al 34%, dove l’amministrazione comunale, con la collaborazione tecnica del nostro Comitato, ha promosso nel 2016 corsi di compostaggio domestico aperti a tutti i cittadini, ai quali è stato riconosciuto uno sconto sulla tariffa. Questo significa che adottando le corrette e sperimentate politiche di gestione i risultati si ottengono».

L’invito è a guardare a città come Capannori, Empoli, Viareggio o Pietrasanta «che hanno già attivato da tempo una raccolta domiciliare efficace ed efficiente. Si tratta solo di scelta politica, che naturalmente deve essere condivisa da tutti gli attori: amministrazioni, azienda, lavoratori e cittadini».

Alla possibile obiezione che manca l’impiantistica per il corretto trattamento della frazione organica, il Comitato replica che «dal 2014 è stata autorizzata dalla Regione Toscana la realizzazione di un impianto di compostaggio e biogas a Rosignano, che potrebbe soddisfare il fabbisogno dei nostri comuni. Purtroppo dopo 4 anni l’impianto non esiste neanche sulla carta e anzi ci si ostina a chiedere l’autorizzazione all’ampliamento della mega discarica di Scapigliato». E conclude: «È giunto il momento di dare una svolta alla gestione dei rifiuti nel nostro territorio, che sia in linea con le migliori politiche oggi adottate in Italia, abbandonando vecchi schemi sempre meno convenienti ed irrispettosi dell’ambiente». —

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