Sicurezza
Bonifica, conto bis dopo 8 mesi a marzo è stato saldato il 2017
Entro la fine del mese il termine per il pagamento dell’imposta di quest’anno L’importo tiene conto della pericolosità idraulica e la quantità di opere presenti
cecina
Dentro la cassetta della posta, sempre più vuota di lettere nell’era delle mail (e riempita semmai di volantini pubblicitari), migliaia di famiglie hanno trovato in questi giorni la sorpresa: la bolletta per versare la tassa meno amata, quella del consorzio di bonifica. Ma non l’avevamo già pagata pochi mesi fa? Se lo sono chiesti quasi tutti, e a ragione visto che la scadenza del versamento precedente era stata fissata a fine marzo. Pagare due volte nel giro di otto mesi? Al quartier generale del Consorzio di bonifica, a Venturina, devono essersi sentiti costretti a provare a metterci una pezza. Ecco la precisazione: «Si comunica alla gentile contribuenza che gli avvisi di pagamento in spedizione, con scadenza 30 novembre 2018, sono relativi al tributo anno di competenza 2018».
Quanto a quelli della primavera scorsa, tiene a precisare che «erano riferiti all’annualità 2017». Il rischio di un pateracchio è dietro l’angolo: lo ammettono implicitamente anche dal Consorzio riferendo di aver ricevuto numerose telefonate. Non a caso, ieri il presidente del Consorzio, Giancarlo Vallesi, è tornato a mettere in guardia i contribuenti ribadendo che quanto pagato a marzo riguardava lo scorso anno, ora c’è da rispettare la scadenza di fine mese per quanto riguarda il 2018. Tutto nasce dal fatto che la nuova normativa aveva spinto il Consorzio a revisionare il piano di classifica, e questo la volta scorsa «ha comportato un lieve slittamento del recapito del tributo 2017, che è arrivato nelle abitazioni soltanto nel marzo 2018».
C’è, insomma, un rischio: che i cittadini pensino di aver già pagato (perché effettivamente l’hanno fatto poco tempo prima) e buttino nel cestino il nuovo bollettino credendo che si tratti della solita svista di enti e apparati a caccia di quattrini. Peraltro, l’invio a domicilio del prestampato non solo evita sviste e svarioni nella lettura ottica ma soprattutto offre il calcolo bell’e pronto.
Nel frattempo è stato modificato il metodo con cui si arriva a attribuire a ciascuna famiglia un certo importo. E a giudizio dei vertici del Consorzio di bonifica i nuovi parametri, per quanto complessi, mettono nel conto «la pericolosità idraulica, i valori catastali degli immobili, la quantità di opere presenti, l’intensità della manutenzione ordinaria». Così da «affermare, sostanzialmente, il concetto di contributo consortile come beneficio, vantaggio specifico e diretto che deriva agli immobili ricadenti all’interno del comprensorio di bonifica, dalle attività del Consorzio».
Resta un rebus, che comunque si lascia alle spalle una prima fase in cui il contributo era di pochi spiccioli: adesso stiamo parlando di una “tassa” che vale in media fra i 12-15 e i trenta euro. Stando alle verifiche compiute su una sfilza di esempi, la nuova metodologia di calcolo ha comportato variazioni di un euro, talvolta meno (anche 50-60 centesimi) e in qualche occasione di più (anche due euro e passa). La conferma arriva dal Consorzio. «Ogni cittadino – dice Vallesi – vedrà nel tributo 2018 alcune differenze rispetto al 2017: in alcuni casi una diminuzione, in altri un aumento. Ma con l’obiettivo di omogeneizzare e distribuire il costo degli interventi, proporzionalmente al beneficio diretto». —
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