Il Tirreno

Spunta un’altra bomba: cantieri da riprogrammare

Claudia Guarino
Spunta un’altra bomba: cantieri da riprogrammare

È il terzo ordigno bellico rinvenuto lungo il botro Secco nell’arco di una settimana. L’assessore Nocchi: «A questo punto serve una bonifica in profondità dell’area» 

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ROSIGNANO. Un altro ordigno bellico inesploso è spuntato nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza del botro Secco, in piazza della Repubblica, a Rosignano Solvay. È il terzo in una settimana e rende necessaria la programmazione di un intervento di bonifica più capillare.

La semplice rimozione delle bombe, dunque, non è più sufficiente. Serve una vera e propria analisi dell’area, anche perché «a questo punto, potrebbero essercene anche degli altri» dice l’assessore Piero Nocchi.

Ciò significa che il cantiere aperto su piazza della Repubblica subirà uno stop e i lavori relativi al progetto Piu Ways previsti intorno all’area subiranno delle modifiche. «Il nuovo cronoprogramma sarà comunicato ai cittadini la prossima settimana, una volta che gli artificieri e la ditta incaricata stenderanno il loro piano di lavoro», sottolinea Nocchi.

bonifiche più capillari. L’analisi dell’area e i successivi interventi di bonifica generale della stessa dovranno essere affidati «a una ditta specializzata e abilitata dal ministero della Difesa. Ci stiamo adoperando per preparare la gara d’appalto - afferma l’assessore - Non potevamo prevedere che si sarebbe verificato questo inconveniente, ma cercheremo di ridurre al minimo i tempi di intervento per tentare di creare meno disagi possibili ai cittadini».

CAMBIA IL CRONOPROGRAMMA. Il programma dei lavori in corso, però, dovrà, gioco forza, cambiare. «Adesso non è possibile continuare i lavori su piazza della Repubblica. È una questione di sicurezza. Torneremo dunque su via della Repubblica, occupandoci, intanto, delle opere di superficie». Perché può capitare di trovare un ordigno inesploso sul territorio, ma quando le bombe diventano tre si pone di fronte la necessità di un’azione più approfondita.

tre bombe in una settimana. Quello rivenuto ieri, infatti, è il terzo ordigno bellico spuntato nel solito posto in poco più di una settimana. Nello stesso contesto degli scavi, infatti, qualche giorno fa erano stati trovati altri due proiettili di mortaio risalenti alla Seconda guerra mondiale. Gli artificieri, nel caso specifico, sono scesi all’interno dello scavo del fosso e hanno deciso di agire immediatamente prelevando le due bombe, le quali sono state poi portate all’interno di una cava per essere fatte saltare. È stata dunque scongiurata la possibilità di dover far brillare i due mortai sul posto, in una zona centrale paese, vicina ai binari della ferrovia e molto popolata.

BOMBE PORTATE DALLA CORRENTE. «Si presume - scrive il Comune in una nota - che gli ordigni possano essere stati portati a valle dal flusso d’acqua nel corso degli anni, insieme ai numerosi detriti che si sono depositati nel botro innalzandone il fondo. I lavori di messa in sicurezza si sono resi necessari per prevenire il rischio connesso al reticolo idraulico minore, a seguito degli eventi alluvionali che si sono verificati nel 2017 e che si stanno ripetendo con frequenza in tutta Italia a causa dei fenomeni legati al cambiamento climatico» —

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