Sicurezza
«Nelle schiume del Lillatro nessun elemento di tossicità»
Il Comune dice di aver ricevuto il rapporto di Arpat nel quale non risultano particolari criticità: «È ignota la causa specifica della formazione»
rosignano
«Arpat ci ha comunicato che, per quanto riguarda le schiume, non risultano elementi di tossicità». Lo dice l’assessore all’ambiente del Comune di Rosignano Daniele Donati.
Termina così la questione delle sostanza bianca spuntata il mese scorso sulla spiaggia del Lillatro. Spumosa alla vista e granulosa al tatto, in un primo momento enti e istituzioni non sono stati in grado di definire la composizione esatta della schiuma e anche la provenienza risultava un mistero.
Le analisi che Arpat ha effettuato sui campioni prelevati sul posto avevano poi messo in evidenza che la sostanza bianca «si è formata nelle acque marine. Sulla schiuma è poi rimasto inglobato il solido trascinato dallo scarico Solvay, mantenuto in sospensione dalla formazione schiumogena e trascinato dalle onde e dalle fasi di marea».
Una volta scoperto che la schiuma era composta prevalentemente da carbonati, rimaneva da capire se la stessa manifestasse o meno elementi di tossicità.
«Arpat non ha riscontrato la presenza di materiali tossici» dice adesso l’assessore Daniele Donati, il quale ribadisce che «la schiuma è composta da carbonati che si sono legati insieme per la presenza di magnesio. L’unione può essere ricondotta al manifestarsi di determinate, e particolari, condizioni di temperatura dell’acqua e di maree, ma l’esatta causa della formazione non è stata individuata. Il fenomeno è nuovo, per come si è presentato. Quindi è logico pensare che possa tornare a manifestarsi.
Per quanto riguarda gli scarichi Solvay, ci sono state verifiche agli impianti e non sono state riscontrate anomalie di alcun tipo. Il formarsi di schiume è possibile e lo dimostra il fatto che alla Solvay esistano delle panne di contenimento per trattenerle e che sia previsto l'utilizzo di una soluzione antischiuma». —
C.G.
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