Torna libero in natura il capriolo Mirtillo, Alessio l'accompagnerà
Il cucciolo salvato e adottato dal ragazzo di Vada pronto per il recupero. «Mi mancherà, ma so che è la cosa giusta»
VADA. Una storia a lieto fine, ma che ti lascia il groppo in gola. E una patina di malinconia. Perché Mirtillo, il cucciolo di capriolo ferito adottato da Alessio Ciompi, il ragazzo di Vada che l'ha accudito e allattato nella sua casa con infinito amore, a fine mese tornerà in libertà. Verrà reimmesso in natura, com'è giusto per un animale selvatico, in un ambiente protetto. Così ha stabilito l'ufficio regionale per la fauna selvatica, che lo aveva dato in affido ad Alessio lo scorso giugno, quando uno zio del ragazzo lo aveva trovato, ferito e impaurito, in un campo di erba medica, salvandolo dalle lame di un trattore tagliaerba. Racconta Alessio: «Ci hanno comunicato che Mirtillo entro la fine di novembre sarà liberato in una tenuta della Val di Cecina, un vero e proprio paradiso in cui starà bene. Dovrò andare con loro per accompagnarlo in modo che sia tranquillo.
Inizialmente ero preoccupato per la sua incolumità, ma vista la nuova destinazione ora siamo tutti più sereni anche se ci mancherà...»Mancherà ad Alessio e ai suoi genitori, papà Andrea e mamma Daniela, che l'hanno accolto nella loro casa ai Polveroni. Alessio, commesso stagionale, maestro di zumba e cacciatore, lo ha svezzato con il biberon e il latte di capra. Coccolato come un figlio. Il piccolo capriolo dorme ai piedi del suo letto (e sopra le coperte), la mattina Alessio gli prepara il fioccato (dei fiocchi d'avena di cui è ghiotto), gli sbuccia mele e banane. Come il tenero Bambi, Mirtillo è il principino di casa.
«Un mio zio era in campagna con una amico quando lo ha visto in un campo di erba medica - raccontò Alessio a Il Tirreno -. Era coperto dall'erba alta e il trattore che stava falciando lo avrebbe ucciso con le sue grosse lame. Purtroppo capita spesso. Questi animali infatti non hanno una tana e quando sono piccoli la mamma li lascia durante il giorno per tornare la sera ad allattarli. Mio zio lo ha raccolto e me lo ha portato». Separarsene sarà difficile. Ma Alessio si sta preparando. «So che è la cosa giusta. Lì, dove andrà a stare, sarà felice».
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