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Strade chiuse o abusive i controlli di Legambiente

Strade chiuse o abusive i controlli di Legambiente

L’impegno dell’associazione contro l’intervento nel bosco sul monte Coronato Riflettori puntati sulle vie vicinali della Torre di Donoratico e del Nocino

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castagneto carducci

La strada realizzata su monte Coronato, larga 3 metri per 1, 3 km, è un abuso edilizio e come tale il Comune di Castagneto Carducci ha sanzionato l’impresa che l’ha realizzata, ordinandone il ripristino allo stato precedente. Un precedente che il circolo Legambiente Costa Etrusca definisce «grave» e a partire dal quale chiede all’amministrazione comunale, all’Unione dei Comuni di Massa Marittima e alla Regione Toscana «di svolgere urgentemente dei controlli sui tanti cantieri aperti sulle colline castagnetane, per verificare il rispetto dei Piani di coltivazione e delle relative autorizzazioni». Ricordando che in questa vicenda è stato «prezioso il contributo di tanti cittadini che ci hanno segnalato quella situazione. Ed è fondamentale che questo lavoro di “sentinelle dell’ambiente” prosegua e che in tanti se ne curino».

Riavvolgono il nastro al 14 agosto del 2017, giorno della marcia nel bosco. «In tanti richiedemmo, invano, l’intervento urgente del sindaco di Castagneto Carducci, affinché agisse a tutela del territorio del Comune da lei amministrato, ricevemmo rassicurazioni e impegni che poi non si sono concretizzati, se non dietro nostre ripetute sollecitazioni ed esposti ai Carabinieri Forestali». E proseguono dal Circolo: «Oggi arriviamo ad un primo importante risultato di ripristino della legalità, del quale siamo soddisfatti, ma che lascia ancora aperte questioni da approfondire. In primo luogo l’affermazione riportata nell’ordinanza secondo la quale il sentiero preesistente era mediamente largo 2, 25 metri. Non si capisce in base a quale documentazione e verifica si affermi ciò, se non a quella dell’azienda, rivelatasi poi non rispondente a realtà. Ebbene tutti coloro, i castagnetani in primis, che hanno percorso quel sentiero fino ai ruderi del Romitorio sanno benissimo che il sentiero, prima dell’abuso, era largo a malapena un metro e non “lastricato” dal pietrame derivante dalla frantumazione della roccia che delimitava il vecchio tracciato».

Legambiente sottolinea che «pochi giorni prima dell’ordinanza del Comune avevamo depositato tre richieste di accesso agli atti: oltre che su questa vicenda, su altre due che riguardano sempre la viabilità extraurbana. Si tratta di due strade che sono state chiuse al passaggio, nonostante rientrino nella classificazione di uso pubblico. Ci riferiamo in particolare a quella che porta alla Torre di Donoratico e quella del Nocino, a Castagneto in fondo a via Cairoli che sbuca sulla provinciale Bolgherese».

In particolare, Legambiente ritiene che «l’attenzione ai beni comuni a Castagneto Carducci trovi nella mobilità minore delle strade extraurbane che attraversano le sue campagne e le sue colline una realtà da tutelare, mantenere e sviluppare, in funzione di un diritto della popolazione, sancito da norme e regolamenti, a potersi muovere su vie e strade secolari. Al tempo stesso le “vicinali” sono un reticolo che permette il controllo ambientale del territorio e il suo utilizzo per un turismo sostenibile». Nelle prossime settimane il Circolo organizzerà un incontro pubblico «per rappresentare i tre casi di strade e le modalità di azione della pubblica amministrazione su queste tematiche, per avviare una riflessione sulla tutela e lo sviluppo della mobilità leggera nel nostro territorio». –



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