Il lutto
Coro di no al progetto dell'Usl che riduce i medici in ambulanza
Rosignano, il presidente della Pubblica assistenza Di Paco promette battaglia: «Se il piano di riorganizzazione del 118 viene confermato ci opporremo in ogni forma»
ROSIGNANO. «Togliendo il medico del 118 dalle ambulanze di Rosignano e lasciando soltanto quello di Cecina si creano cittadini di serie a e serie b. Anzi, i residenti dei colli dietro Rosignano diventerebbero addirittura di serie c». Nicola Di Paco, presidente della Pubblica assistenza di Rosignano e coordinatore delle Pubbliche assistenze della provincia di Livorno ci gira poco intorno. Il piano di riorganizzazione dell’azienda sanitaria per rimodulare l’organizzazione dell’emergenza territoriale non lo convince. E promette battaglia a colpi di petizioni.
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La riorganizzazione del servizio è già stata messa nero su bianco dall’Usl Toscana nord-ovest, che conta di realizzarla in due fasi. « Il primo step - spiega Di Paco -, che l’Usl vorrebbe avviare già nel 2019, riguarda l’area di Livorno, dove dei quattro medici del 118 ad oggi attivi sulle ambulanze ne resterebbe uno solo, gli altri mezzi di soccorso avrebbero a bordo i volontari. Contestualmente nella zona sud di Livorno, vale a dire l’area di Montenero-Antignano, sull’ambulanza dell’emergenza ci sarebbe un infermiere. In estate ci sarebbe uno scambio: l’infermiere a Collesalvetti e il medico nella zona sud di Livorno».
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Uno scenario che spaventa i “centodiciottisti”, come in gergo vengono chiamati i professionisti dell’emergenza territoriale, dell’area livornese che sottolineano l’impossibilità di un solo medico di seguire un territorio vasto come quello di Livorno». Ecco, se per il Capoluogo l’azienda sanitaria ipotizza un solo medico del 118, a Rosignano ne prevede zero. «Il piano prevede che per l’area di Cecina-Rosignano - dice ancora Di Paco - sia attivo un solo centodiciottista. Oltretutto, fatto scandaloso, è prevista la dislocazione dei medici del 118 non nelle società di assistenza ma ai pronto soccorso. Ciò significa che il professionista a cui verrà affidata l’area che comprende Rosignano e tutte le sue frazioni, Santa Luce e frazioni, Castellina sarebbe quello di Cecina, visto che lì è presente il pronto soccorso. È chiaro che ai cittadini di Rosignano e zone limitrofe diventerebbero cittadini di serie b, quelli delle colline ancora peggio».
Oltretutto, come sottolinea il presidente della Pubblica assistenza rosignanese, la postazione 118 che «fa più uscite, subito dopo quella di Livorno, è proprio la nostra di Rosignano. Basti pensare che nei soli mesi di luglio e agosto scorsi, tra ambulanza con medico e mezzo modello Blsd vale a dire con infermiere e defibrillatore, abbiamo fatto 850 uscite. Non dimentichiamoci, inoltre, che in zona è presente uno stabilimento industriale ad alto rischio e che in estate il territorio rosignanese raddoppia». Di Paco annuncia che «se dovesse partire la riorganizzazione per la nostra area farò tutte le battaglie possibili, ho già avvisato anche l’amministrazione di questa ipotesi. Credo che anche i medici di base dovrebbero interessarsi maggiormente a questo problema». —
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