Sicurezza
Le Macchiole scala la top 100 dei vini selezionati da Suckling
Ottava posizione assoluta e primo italiano per il Syrah in purezza Scrio 2015 Tre le etichette bolgheresi in evidenza, altrettante quelle della costa toscana
Bolgheri trionfa nella top 100 stilata da James Suckling, uno dei più noti e apprezzati critici di vino internazionali. E la sorpresa è che oltre alle tre etichette bolgheresi ce ne sono altrettante provenienti dalla costa. Mentre su scala nazionale se ne contano quattordici. Primo posto, o meglio ottavo, ma il primo italiano per Bolgheri con il Syrah in purezza dell’azienda agricola Le Macchiole, Scrio 2015. La stessa bottiglia ha ottenuto sempre da Suckling il massimo del punteggio 100/100.
Un vino voluto da Eugenio Campolmi Scrio 2015 e portato alla gloria da Cinzia Merli e la sua squadra, i figli, il fratello Massimo Merli e l’enologo Luca Rettondini. Una produzione limitatissima per il rosso bolgherese, che non supera mai le 5.000 bottiglie, frutto di una selezione rigorosa dei migliori grappoli di Syrah ottenuti, vendemmia dopo vendemmia, dalle vigne. La parola Scrio ha origini toscane e significa puro, schietto, integro.
Segue a ruota nella classifica del guru americano del vino, al nono posto, Solaia 2015, Igt Supertuscan degli Antinori. Poi di nuovo Bolgheri con il sedicesimo posto conquistato da Argentiera, Bolgheri Superiore 2015, con la rinnovata proprietà dell’austriaco Stanislaus Turnauer, un vino che sta conquistando la critica più esosa, punteggio dopo punteggio.
Il Merlot in purezza sempre premiato con Redigaffi 2016 di Tua Rita, l’azienda di Suvereto che si attesta al numero 77, segue con uno dei vini bolgheresi più costosi al mondo, alla posizione 98 Masseto 2015, Igt Toscana del gruppo Frescobaldi. Si torna sulla costa con altre conferme, al numero 32 troviamo un altro Syrah quello firmato da Luca D’Attoma SuiSassi con l’annata 2016 dell’azienda Due Mani che si trova sulle colline di Riparbella e che conduce con la moglie Elena Celli. Prima di lui però il bordolese della Fattoria Le Pupille, nel grossetano, al numero 22, di Elisabetta Geppetti: Saffredi 2016. Al numero 25 Oreno di Tenuta Sette Ponti, che si trova invece nell’aretino e che a Bolgheri ha l’azienda Orma.
Nel mezzo della classifica stilata da James Suckling troviamo anche il Sangiovese del Chianti Classico, zona Greve, con la posizione 18 del Podere Poggio Scalette Alta valle della greve, il Carbonaione 2015, seguito da Castello di Ama, Vigneto di Bellavista, Gran selezione 2015, al numero 35. Ci si sposta a Castelnuovo Berardenga con Castello di Bossi Chianti Classico Berardo Riserva 2015, posizione 64 e infine l’immancabile Brunello al numero 87 Casanova di Neri Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2013 e all’89 Eredi Fuligni Brunello Riserva 2012. —
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