Sicurezza
Guardia medica ridotta: «Di notte un dottore solo»
Rosignano. L'Asl vuole dimezzare il numero dei turni e gli addetti ai lavori promettono battaglia
ROSIGNANO. Un solo medico durante le ore notturne, sia nei giorni feriali che nei festivi. Questa la riorganizzazione che l'azienda Usl Toscana nord-ovest ha in mente per il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica) sul territorio del comune di Rosignano. È chiaro che i professionisti che si occupano di garantire il servizio di assistenza sanitaria quando i medici di base non sono in servizio annunciano battaglia. La notizia della volontà dell'azienda di dimezzare il numero dei medici di guardia durante la notte si è diffusa nei giorni scorsi. «Abbiamo fatto una verifica - spiegano i dottori che si occupano della continuità assistenziale - ed effettivamente ci è stato chiarito che l'intenzione è quella di tagliare un turno, e lasciare soltanto un medico attivo tutte le notti della settimana, siano esse feriali o festive».
La sede dell'ex guardia medica si trova nel presidio socio-sanitario di via Aldo Moro a Rosignano Solvay. I medici della continuità assistenziale, che per l'area rosignanese sono dieci (sei titolari, un incaricato e altri professionisti che a rotazione coprono i turni) sono attivi quando i medici di base "staccano" dal servizio, vale a dire ogni notte feriale o festiva (dalle 20 alle 8) e nei giorni festivi (dalle 8 alle 20). Attualmente l'orario di guardia è coperto da due medici contemporaneamente, che devono garantire continuità assistenziale per i cittadini del comune di Rosignano Marittimo, ma anche per quelli di Castellina e Santa Luce (per un totale di quasi 35mila residenti). L'intenzione dell'Usl è quella di dimezzare la presenza di professionisti nelle ore notturne, lasciando un solo medico dalle 20 alle 8. Una rivoluzione che per gli addetti ai lavori è improponibile.
«L'Asl - spiega Paolo Piram, responsabile dell'Aggregazione funzionale territoriale (Aft) di Rosignano - ha fatto un conto delle chiamate per visite domiciliari che arrivano ogni notte alla sede dell'ex guardia medica di Rosignano, considerandole poche». Piram spiega di non conoscere i numeri, ma sottolinea che l'ipotesi riorganizzativa dell'Usl si basa sul fatto che «ci sono dei parametri, le sedi di continuità assistenziale sono giustificate con un certo numero di visite domiciliari». La notizia di un possibile dimezzamento dei medici la notte ha messo in allerta i professionisti della continuità assistenziale. Che sottolineano come le visite domiciliari siano numerose e «oltre a queste ci sono quelle in sede, arrivano pazienti a qualunque ora.
Quando uno di noi è fuori per una domiciliare l'altro garantisce l'ambulatorio in sede». Impossibile, secondo i medici che promettono una petizione, che un solo dottore possa garantire assistenza notturna a 35mila cittadini, che d'estate raddoppiano. Non solo, i medici sono preoccupati anche per la loro sicurezza. «Il distretto sanitario è isolato - spiegano - dicono - è già difficile fare il turno in due. Lasciare una persona sola significa esporla ai pericoli, «di recente un collega è stato aggredito, e pochi giorni dopo, solo per fare un esempio, sono arrivate sei persone ubriache tutte insieme. Impossibile che un medico resti da solo, oltretutto buona parte dei colleghi sono donne».
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