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Movida sul porto appello dalla società titolare dello Zanzibar

san vincenzo«Condivido quanto asserito dall’amministrazione comunale di San Vincenzo in merito al monitoraggio dei rumori sul porto, al fine di fare luce sull’annosa questione». Così Antonino...

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«Condivido quanto asserito dall’amministrazione comunale di San Vincenzo in merito al monitoraggio dei rumori sul porto, al fine di fare luce sull’annosa questione». Così Antonino Miraglia, legale rappresentate della Salsedine Srl a cui fa capo il locale Zanzibar. Al centro della querelle c’è la movida notturna animata dai locali che affacciano sulle banchine da prima che si decidesse di dare corpo al maxi approdo turistico Marina di San Vincenzo. Miraglia ricorda che «già nel 2015 vennero eseguite delle rilevazioni, da parte dei tecnici Arpat, che escludevano in maniera categorica che le imbarcazioni possano essere considerate dei recettori per le rilevazioni dell’impatto acustico».

Il rappresentate di Salsedine Srl si dice «rammaricato per le voci di protesta e i relativi esposti fatti, in considerazione del fatto che è anche nostra premura rispettare le normative in vigore e dare conforto e più servizi possibili ai frequentatori e fruitori di tutto l’entourage del porto». E sottolinea: «Ad oggi nonostante una cronica sequenza di esposti e interventi delle forze dell’ordine mai nessuna sanzione è stata fatta alla nostra società». Ricorda di aver fatto «ingenti investimenti per schermare e impedire la dispersione di rumori, che provano che i decibel emessi non superano mai i limiti stabiliti dalla legge». E prosegue: «Un locale storico come lo Zanzibar, che è sul porto da prima che venisse costruito, è solo un ritrovo alla moda per i giovani e meno giovani».

Miraglia non ha dubbi. «Continuare, in maniera vessatoria, da parte dei servizi di vigilanza», si riferisce al personale incaricato dalla Marina di San Vincenzo che «con esposti e segnalazioni alle forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia, chiedono l’intervento per verificare la regolarità e il rispetto dei decibel consentiti ogni fine settimana non può che creare grave nocumento economico e danno d’immagine all’attività che fa capo alla Salsedine Srl e allo stesso Marina di San Vincenzo». E questo anche perché chi sollecita i controlli è a «conoscenza da parte nostra del pieno rispetto delle prescrizioni normative e del possesso di tutta la documentazione». —

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