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Eccidio, nuovi documenti per la medaglia d’oro

Eccidio, nuovi documenti per la medaglia d’oro

Tra le carte anche gli atti del 1º processo di Norimberga La richiesta del riconoscimento avanzata per il Comune,  don Rafanelli e Sisto Longa

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Tre delibere della giunta di Guardistallo per altrettante richieste di riconoscimento della medaglia d’oro al merito civile. Il sindaco Sandro Ceccarelli prosegue nel l’impegno per quello che ritiene il giusto riconoscimento al tributo di sangue pagato dalla sua comunità. L’eccidio nazifascista di Guardistallo è stato uno dei più tragici della Toscana. Avvenuto il 29 giugno 1944, persero la vita 63 persone. Una richiesta rinnovata per il Comune. Inedita per il parroco Mazzetto Rafanelli, che tra l’altro riuscì a liberare tre persone dai rastrellamenti dei soldati tedeschi. E per il sindaco Sisto Longa, “barbaramente torturato e trucidato nell’eccidio di Guardistallo, che col silenzio del coraggio assistette inerme alla fucilazione dei sui concittadini, senza segnalare elementi significativi che riguardassero le formazioni partigiane di cui faceva parte, i piani delle avanzate Alleate e le attività intraprese dal Comitato di liberazione nazionale locale”, si legge nella delibera della giunta.

L’eccidio è una ferita che ha segnato in modo indelebile la storia del borgo e delle molte famiglie, anche dei paesi vicini, che persero i loro cari. Per il Comune, con nuove carte e documenti storici, si chiedere al Ministero dell’Interno per il tramite della Prefettura di Pisa, la revisione e il conferimento della medaglia d’oro al merito civile rispetto a quella di bronzo concessa nel 1977. Lo scorso gennaio la richiesta di medaglia d’oro è stata respinta dalla Commissione al valore e merito civile. Motivo? “La richiesta di revisione non presenta elementi nuovi e ulteriori rispetto a quelli valutati in passato”, vi si legge.

Adesso Ceccarelli rinnova l’appello e si rivolge anche al ministro Matteo Salvini a cui si dice pronto a consegnare una delle t-shirt realizzate a sostegno della sua battaglia civile. «Nuovi fatti e prove documentali sono emerse dopo la commemorazione del 29 giugno scorso – dice Ceccarelli –. Tra questi le relazioni in originale dei fatti, articoli di stampa internazionale riportanti i fatti di Guardistallo e la copia in lingua originale del 1º Processo di Norimberga dove il nostro eccidio è citato dopo quello delle Fosse Ardeatine». —

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