Italia
Sentenza a favore della Porto Spa Sales per i soldi dovrà attendere
In 1º grado respinta la richiesta di risoluzione del contratto Matteoli: «Stiamo lavorando per la finitura del progetto»
cecina
C’è un primo tassello. E non è di poco conto. La dimensione è nell’ordine di 5 milioni di euro. Ovvero, quanto il debito della Porto di Cecina Spa nei confronti del costruttore Sales Spa. Quest’ultima società in primo grado si è vista respingere dalla sezione civile del Tribunale di Livorno nei giorni scorsi la domanda di risoluzione del contratto per insolvenza. Il maxi debito resta, ma il pagamento, salvo ricorso e diverso pronunciamento, sarà dovuto a collaudo del porto turistico. Tradotto: ossigeno per la società guidata da Giuliano Matteoli che in questo scorcio di 2018 deve risolvere la forte tensione finanziaria, per l’indebitamento verso le banche e i fornitori, e la mancanza di certezze sull’esito delle operazioni in essere sul comparto immobiliare e il completamento del porto. «Il debito rimane, ma non abbiamo l’obbligo di un termine per il pagamento – dice Matteoli –. Mi aspetto che venga proposto appello alla sentenza. Ma nel frattempo il quadro della Porto nel bene o nel male si sarà chiarito. Basta arrivare all’inizio dell’anno».
Il mare in cui sta navigando la Porto Spa è in burrasca. «All’inizio di dicembre faremo l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2017 – sostiene il presidente Matteoli –. In ballo c’è la finitura del porto ed entro la metà di novembre avremo tutte le carte per affrontare l’assemblea con un quadro delineato». Intanto un paio di indicazioni temporali.
Entrambe sulla scorta dell’approvazione alla variante del Piano attuativo del porto. «Entro due settimane presenteremo i progetti definitivi per lo sviluppo del comparto immobiliare, adeguati sulla scorta di alcune indicazioni della Sovrintendenza – afferma –. Anche per l’argine in sinistra idraulica, dal ponte di via Volterra alla caserma Villa Ginori, entro ottobre consegneremo il progetto definitivo adeguato alle integrazioni chieste dal Genio civile». Si tratta della prima delle tre opere di difesa idraulica degli abitati di Marina e Palazzi, previste dalla convenzione con il Comune di Cecina. A ruota e nell’ordine fissato dal Genio civile seguono il nuovo ponte di via Volterra e l’argine in riva destra.
Quello su cui si sta orientando la Porto Spa è un mix di soluzioni. Servono 10 milioni di euro per ripartire. «Abbiamo dei contatti con alcuni partner per la cessione di rami d’azienda – spiega Matteoli –. C’è una società straniera con cui stiamo trattando per la quota dei posti barca più grandi che vorrebbe acquistare per gestirli e affittarli direttamente». Ma nell’elenco dei possibili asset figurano anche lotto Est, cantiere navale e posti auto. I tempi stringono e non è detto che la Spa chiuda più di un’operazione. Si tratta di creare le condizioni per superare l’incaglio finanziario e rimettere in moto l’operazione porto. Peverell Holding Ltd è disposta a sviluppare il comparto immobiliare e realizzare a scomputo alcune opere per 14,5 milioni di euro, tra cui quelle di messa in sicurezza idraulica. Il preliminare c’è già. Adesso si tratta di trasformarlo in contratto definitivo. Servono la possibilità di ritirare i permessi a costruire e che la Spa garantisca il passo per completare la parte a mare.
La questione delle fideiussioni e delle sorti della Finworld Spa che le ha emesse resta sullo sfondo in questa fase. L’altra spinta decisiva per la Spa è legata alla proposta di finanziare un aumento di capitale della società. «Può fornire un’adeguata garanzia alle banche. Abbiamo circa 500 soci e una buona parte sono disposti a mettere altri soldi in quello che reputano un investimento. Si tratta di presentare un programma sostenibile». —
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