Il Tirreno

il processo  

Perseguita il sindaco di Livorno condannato cecinese di 39 anni

Federico Lazzotti

L’uomo era accusato di diffamazione aggravata e stalking verso Nogarin All’origine del processo una serie di sms e frasi offensive su Facebook

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livorno

A dicembre lo ha contattato con un messaggio su Facebook chiedendo un incontro e facendo riferimenti, nemmeno troppo velati, anche alla compagna e alla figlia del sindaco. Poi quando Filippo Nogarin ha bloccato il suo profilo, ha iniziato a perseguitarlo via Sms con un atteggiamento sempre più aggressivo.

Alla fine il primo cittadino, siamo a gennaio di quest’anno, si è presentato alla sezione di polizia giudiziaria della Municipale per fare denuncia. Ma i messaggi dell’uomo, un quarantenne che abita a Cecina, sono proseguiti con toni sempre più inquietanti. Tanto che ad aprile il giudice ha disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento al sindaco.

Ieri l’uomo è stato condannato in abbreviato a un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa) per stalking e diffamazione aggravata, mentre è stato assolto dal capo d’imputazione che riguardava le violenze e minacce a pubblico ufficiale.

È leggendo i messaggi trascritti dagli investigatori nel capo d’imputazione che è possibile ricostruire il movente che ha spinto l’uomo a perseguitare il sindaco. Il trentanovenne infatti, è il padre di una bambina data in affidamento a una dipendente comunale (per tutelarne la privacy non scriviamo il nome dell’imputato ndr).

«Signor sindaco – scrive in uno dei primi messaggi – se lo ricordi, io sono siciliano no livornese se voglio fare una cosa la faccio, no come voi, e se la faccio la faccio bene. Se vuole ci incontriamo e la chiariamo questa situazione».

Poi via Sms: «Buonasera signor sindaco, mi hanno dato anche il suo numero, visto che lei tanto uomo non è. Dato che fa come i bambini piccoli va e blocca su Facebook per non affrontare i problemi con la sua collega e adesso anche con lei perché bloccandomi mi fa pensare che c’entra pure lei...».

Il 26 febbraio è il giorno dei messaggi con le offese più dure nei confronti del sindaco. La prima arriva ancora sulla chat di Messanger: «Lo sapevo che eri una m... – scrive – sei un piccolo c.... . , mi fai schifo tu e la tua collega (fa il nome della dipendente ndr), hai la faccia come il c... e non mi fermo m...».

Poco dopo sul profilo pubblico del sindaco: «Che schifo il sindaco Nogarin, è una m.... fatta persona. Mi rivolgo a tutti i livornesi che lo sostengono, il sindaco è una m... doppia quando si tratta di bambini». Aggiungendo anche delle accuse pesantissime (e infondate) sul fatto che Nogarin abbia «collaborazioni con i servizi sociali per crearne profitti e delle agevolazioni statali». Accuse – scrive la procura – che offendono la reputazione dei destinatari creando nei loro confronti una perdurante stato di ansia. –



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