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Nate altre quattro tartarughine al Quercetano

Alessandra Bernardeschi
Nate altre quattro tartarughine al Quercetano

Il nido è stato aperto dopo 72 ore dalla nascita di “Italia”, la prima nata. E dalle uova sono usciti altri 4 esemplari vivi 

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CASTIGLIONCELLO

Castiglioncello festeggia la nascita di almeno altre quattro tartarughe Caretta caretta. Due, battezzate con i nomi di Noce e Luna, sono nate nella notta di mercoledì 26 settembre, sotto l’occhio vigile dei volontari del Wwf, le altre due hanno lasciato il covo ieri sera durante l’ispezione effettuata dai tecnici dell’Istituto Zooprofilattico di Pisa, dei tecnici Arpat, da quelli di Tartamare assistiti dalla Capitaneria di porto di Castiglioncello e dai volontari che in questi giorni non hanno mai abbandonato il nido al Quercetano.

Le operazioni di ispezione sono iniziate alle 20,40 quando i tecnici hanno iniziato ad asportare la rena superficiale del nido. Poi, in un momento, tutto si è fermato e nel silenzio carico di emozione una piccola testa di tartaruga Caretta caretta è sbucata fuori dalla rena. Piano piano l’animale, lungo solo 4 centimetri, è riuscito a liberarsi e, con fatica, a raggiungere il mare. Nel frattempo un’altra tartaruga è uscita dal nido sotto l’occhio attento dei presenti. Alcune uova sono state invece ispezionate e verranno portate all’Istituto di zooprofilassi. Ripercorrendo la storia, la nascita delle cinque tartarughe marine sulla spiaggia di Castiglioncello assume gli aspetti di un evento eccezionale. Forse insperato. Infatti l’ultima settimana di luglio fu trovato il primo nido di tartarughe marine della specie Caretta caretta e, dopo tredici giorni, sempre nella piccola baia di santa Lucia, fu scoperto un secondo nido. Una delle due camere, quella più vicino alla battigia, fu distrutta da una mareggiata. Da qui la decisone presa di trasferire il nido rimasto, in una zona più protetta, ossia nella baia del Quercetano.

Il trasferimento avvenne martedì 28 agosto. Il nido fu aperto dai volontari di Tartamare coadiuvati dalla veterinaria della sezione di Pisa dell’Istituto zooprofilattico Lazio e Toscana.

Volontari che prelevarono delicatamente le 92 uova per poi posizionarle in una specifica area dei bagni Italia, disponendole nello stesso schema con misurazione della profondità dell’ultimo strato che si trova a 43 centimetri. I tecnici di Tartamare, nell’eseguire le operazioni, constatarono che le uova erano fortemente disidratate e ciò destò non poca preoccupazione. Dopo il trasferimento il nido è stato monitorato 24 ore su 24 con controllo costante anche della temperatura. «Le tartarughe marine - spiega Laura Papetti di Tartamare - nascono sempre di notte. Una strategia naturale legata sia alle temperature della sabbia sia per evitare predatori». Dalla prima nascita avvenuta appunto il 23 settembre a quelle del 26 settembre sono trascorse circa 72 ore. Da qui la necessità di ispezionare il nido. Un’ispezione che ha regalato sorprese ai volontari, ai tecnici e ai cittadini presenti ieri sera all’evento. —

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