Ex residence Tirreno occupato da 2 uomini Atteso lo sgombero
Le finestre e le porte dell’edificio su via Arezzo sono aperte Il sindaco Lippi ha disposto l’allontanamento degli abusivi
cecina
Alcune finestre sono aperte e ogni tanto, rimanendo in ascolto, è possibile sentire qualche rumore. Una porta che sbatte, probabilmente. O un infisso mosso dal vento. I vicini dicono che fino a due giorni fa all’interno dell’ex residence Tirreno c’erano delle persone. Due, ma l’impressione è che fossero anche di più. Tutti adulti.
Ieri una bicicletta era parcheggiata nel cortile e accanto a una colonna erano stati sistemati alcuni sacchi della spazzatura. La porta d’ingresso era spalancata e le serrande di alcune finestre risultavano alzate.
La polizia municipale ha effettuato, recentemente, alcuni controlli all’interno dello stabile, rilevandone l’occupazione abusiva da parte di due persone.
Si tratta di uomini adulti, di nazionalità italiana, che non hanno titolo per rimanere all’interno dell’immobile.
Per questo due giorni fa è scattata l’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco di Cecina Samuele Lippi. L’ex residence Tirreno deve essere liberato entro 48 ore dalla firma dell’atto, che è avvenuta martedì 25 settembre. Altrimenti «si procederà, senza ulteriore avviso, all’esecuzione d’ufficio».
Oltre le recinzioni sistemate intorno all’edificio di via Arezzo, a Marina di Cecina, si intravede erba alta e una situazione generale d’incuria e abbandono circonda lo stabile, il quale è stato dichiarato, attraverso ordinanza del sindaco, inagibile a causa delle condizioni igienico sanitarie in cui versa, con «stanze in stato d’abbandono ingombre di rifiuti alimentari e con la piscina esterna colma di acqua stagnante e, quindi, pericolosa».
Del residence che fu rimangono solo le insegne, alcune delle quali rovinate dal tempo e dalle intemperie. Anni di cattiva gestione hanno reso l’ex residence Tirreno un luogo svuotato della sua funzione, abbandonato a se stesso in una via nascosta di Marina.
Lontano dagli occhi, nascosto alla vista. Fino alla sua occupazione abusiva, avvenuta lo scorso luglio, contro la quale la proprietà, la società Geres Srl, non ha potuto fare molto. Almeno fino a ora. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
