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IL GIALLO  

Trovato un cadavere con la testa mozzata

Tiziano Ivani
Trovato un cadavere con la testa mozzata

Rosignano, l'ipotesi è che sia l'imprenditore velista scomparso a Rosignano. Sul corpo in avanzato stato di decomposizione, trovato da un pescatore al largo di Deiva Marina, verrà eseguito l'esame del Dna

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ROSIGNANO. La giornata chiave è il 26 settembre. Sul corpo in avanzato stato di decomposizione, trovato domenica mattina 23 settembre da un pescatore al largo di Deiva Marina, davanti alla costa di Spezia, verrà eseguita l’autopsia. E così gli inquirenti, poche ore dopo l’esame, potranno comparare il dna del cadavere con quello dell’imprenditore di Sassuolo Pietro Fogliani, del quale non si hanno notizie dal 18 agosto, quando, a bordo della sua “Lulubelle”, salpò dalla Spezia, dalla banchina di Porto Lotti. La barca a vela fu ritrovata, qualche giorno dopo, davanti alla costa di Vada. Di Fogliani però nessuna traccia.

La Procura farà subito il riscontro del dna - oggi verrà conferito l’incarico per l’autopsia alla patologa forense Susanna Gamba - per capire se quel corpo, riemerso dal mare, sia davvero il suo. Se così non fosse, il pm Federica Mariucci e i carabinieri concentreranno tutte le risorse su altre piste, prima però devono fare piena luce sulla vicenda che riguarda l’imprenditore. Anche perché sono molti gli aspetti poco chiari. Intanto, si tende a escludere che Fogliani possa essersi tolto la vita, almeno finora non sono emersi elementi che facciano pensare al contrario. Tra l’altro l’imprenditore aveva appena chiuso un affare da sogno, vendendo la sua azienda, Ceramiche Serra, con sede a Modena, a una multinazionale inglese per 56 milioni di euro.

«Non escludiamo che il corpo trovato a Deiva Marina sia di qualcun altro. Sicuramente era in mare da settimane, visto come era ridotto, quindi potrebbe provenire da qualsiasi posto, anche dall’estero. L’accertamento su Fogliani però è un passaggio obbligatorio», spiega un investigatore.

Procura e carabinieri hanno avviato verifiche anche sugli oggetti - un coltello e un proiettile - trovati nel marsupio che aveva il cadavere rinvenuto nello specchio d’acqua davanti a Deiva Marina. L’impressione è quella che il proiettile (di una marca non commercializzata in Italia) fosse una specie di portafortuna, poiché era all’interno di una boccetta di plastica. Il coltello sembra invece una semplice lama da cucina. E poi c’era, la cintura con i pesi da sub. I carabinieri hanno sequestrato anche i resti di un costume e una maglietta.

Nelle prossime ore verranno riguardate perfino le immagini registrate dalle telecamere di Porto Lotti, quelle che settimane fa erano state acquisite dalla Procura di Livorno che aveva già avviato un’indagine sulla scomparsa dell’imprenditore emiliano, dopo il ritrovamento della sua barca. Le immagini saranno analizzate in modo scrupoloso perché potrebbero mostrare elementi utili, dopo gli accertamenti eseguiti nelle ultime ore dagli inquirenti.

Da quanto era stato appreso in un primo momento, Fogliani fu visto salire a bordo della sua barca a vela da solo. “Lulubelle” è stata sequestrata dalla Procura di Livorno, che la tiene nel porto di Rosignano, per eseguire una verifica sul gps. I tempi per ottenere indicazioni complete sulla rotta seguita dall’imprenditore però potrebbero più lunghi del previsto: il dispositivo infatti era spento nel momento in cui fu ritrovata la barca, nel primo pomeriggio del 21 agosto, incagliata nelle secche di Vada.

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