La protesta
Ex residence Tirreno dichiarato inagibile Il sindaco Lippi impone lo sgombero
Gli occupanti dovranno lasciare entro 48 ore lo stabile La struttura versa in precarie condizioni igienico sanitarie
cecina
Lontano dal centro della città e nascosto allo sguardo. Un immobile di trentasei appartamenti sigillato da oltre un anno. Almeno in teoria. Perché che qualcuno si sia introdotto nello stabile di via Arezzo è fatto noto da tempo, ma adesso l’edificio dove un tempo sorgeva il Tirreno residence, di proprietà della società milanese Geres, è stato dichiarato inagibile per motivi igienico sanitari e ne è stato imposto lo sgombero, che dovrà avvenire nell’arco di 48 ore.
La proprietà della struttura, inoltre, è obbligata a provvedere, entro 30 giorni, alla messa in sicurezza dell’immobile. Tutto ciò è contenuto nell’ordinanza numero 20, firmata ieri mattina dal sindaco di Cecina Samuele Lippi.
Dopo un sopralluogo effettuato la scorsa estate da agenti della municipale e da personale dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, infatti - come è possibile leggere nell’atto pubblicato sull’albo pretorio online del Comune - è emerso che la struttura risulta occupata abusivamente da due persone.
L’altro aspetto venuto alla luce durante i controlli riguarda le condizioni dell’edificio, il quale è caratterizzato da stanze «in stato d’abbandono e ingombre di rifiuti e da una piscina colma di acqua stagnante».
Aspetti, questi, che hanno portato il sindaco, dopo aver ricevuto la relativa relazione dell’Asl, a dichiarare l’inagibilità del complesso immobiliare e, in aggiunta, a ordinare lo sgombero dello stabile entro 48 ore, a partire da ieri.
Trascorsa tale scadenza «si procederà all’esecuzione d’ufficio».
Nel luglio scorso l’allora legale rappresentante della società proprietaria dell’ex residence, constatata l’occupazione abusiva della struttura, decise di presentare querela contro ignoti.
Carabinieri e polizia, qualche giorno dopo, intervennero per cercare di allontanare gli inquilini. Gli agenti verificarono il numero degli occupanti, registrando le loro generalità.
L’ordinanza del sindaco Samuele Lippi si inserisce all’interno di tali trascorsi, i quali riguardano un complesso immobiliare risalente agli anni Ottanta, costruito su tre piani, munito di due parcheggi e di un giardino di 3mila metri quadrati con piscina.
Un tempo all’interno di quelle mura c’era un residence. Adesso non c’è più niente. Dopo varie gestioni che non sono andate per il verso giusto le porte sono state chiuse per il momento a tempo indeterminato, ma questo non ha impedito l’occupazione abusiva dello stabile.
«Non ne possiamo più di questa situazione - dice Corrado Lorefice, a capo della società Geres insieme alla figlia Marina, che ne è legale rappresentante - Le autorità avrebbero dovuto intervenire prima. Ma polizia e carabinieri dicevano che non potevano fare niente all’interno di una proprietà privata. Io comunque spero di riuscire a vendere l’immobile, dato che non ci permettono di cambiare destinazione d’uso a una struttura ormai rovinata da anni di cattiva gestione».
Lorefice dice che metterà una guardia giurata all’ingresso per controllare che non entri più nessuno, ma «in generale - dice - siamo frustrati, allibiti e delusi». —
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