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il caso 

Alghe interrate contestato il cantiere il caso in Procura

Manolo Morandini
Alghe interrate contestato il cantiere il caso in Procura

Sulla base dei rilievi della Polizia municipale di Castagneto San Vincenzo avrebbe violato le norme urbanistiche ed edili 

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Fuori dalle misure autorizzate e realizzate senza la necessaria comunicazione di avvio dei lavori. Sta in questi confini la querelle sull’operazione delle alghe interrate in spiaggia che contrappone le amministrazioni comunali di San Vincenzo e Castagneto, con possibili ricadute anche sulla ditta che ha realizzato l’operazione. Il caso toccando la materia urbanistica e le norme edilizie è finito anche sul tavolo della Procura della Repubblica presso il tribunale di Livorno. Il tutto a seguito delle verifiche della Polizia municipale di Castagneto che ha rilevato difformità nelle dimensioni delle trincee e l’assenza della comunicazione agli uffici del Comune di avvio dello scavo.

Accumulate sull’arenile a nord del porto turistico di San Vincenzo le alghe sono finite a maggio all’interno delle trincee scavate su un tratto di litorale di competenza del Comune di Castagneto, in una zona di confine difficilmente accessibile. Gli agenti della Polizia municipale di Castagneto per raggiungere il cantiere hanno dovuto utilizzare la jeep in dotazione e passare da San Vincenzo. E da quel controllo nasce la contestazione di violazione delle norme urbanistiche ed edilizie.

Stando alla delibera della giunta di San Vincenzo numero 199 dell’11 settembre è stato deciso di affidare l’incarico all’avvocato Enrico Amante per la fase precontenziosa del procedimento amministrativo: “per difendere la legittimità dell’operato dell’amministrazione comunale”, si legge nell’atto. «Non ci sono contestazioni di natura ambientale – afferma l’assessore all’Ambiente di San Vincenzo Antonio Russo –. E per chiarire l’operazione aveva tutte le autorizzazioni necessarie. Non è il Ministero dell’Ambiente che la autorizza. Al Ministero ci siamo rivolti per un’interpretazione autentica di quanto previsto dal Testo unico in materia ambientale. Il quesito è servito a chiarire la possibilità di trasferire le alghe dal punto di spiaggiamento a un diverso tratto del litorale senza uscire dall’arenile, condizione per cui il materiale non venga classificato come un rifiuto». —

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