Grande attesa per la schiusa delle altre 92 uova nella sabbia
La speranza dei responsabili di TartAmare e Wwf è che nell’arco di qualche giorno possa nascere almeno qualche altro esemplare
CASTIGLIONCELLO
«Già che sia nata una tartaruga a noi sembra davvero un evento, un grande successo». La dottoressa Luana Papetti di TartAmare è stata una delle prime persone che i tre volontari di posta al nido hanno avvisato la sera del 23 settembre. È entusiasta della nascita della tartaruga lungo la spiaggia dei Bagni Italia. «Va considerato - prosegue - che il nido originario era stato deposto nella spiaggia di Santa Lucia, dove probabilmente le uova sono anche state raggiunte dall’acqua». Così è avvenuto per l’altro nido, quello deposto il 10 agosto, distrutto da una mareggiata. Insomma, il fatto che le 93 uova del primo nido, deposto a Santa Lucia tra il 27 e il 28 luglio, fossero state sottoposte alle intemperie, per poi essere contate e trasferite nella spiaggia dei Bagni Italia, secondo gli esperti può aver nuociuto al loro regolare sviluppo. Il timore degli esperti di TartAmare, così come di quelli di Arpat, che si è occupata di organizzare e gestire i turni di sorveglianza h24 dell’area circostante il nido, era che non si schiudesse neppure un uovo. Così non è stato. Visto che alle 23.10 della notte tra domenica e ieri, Italia (così è stata chiamata) è uscita dalla sabbia e ha preso la via del mare.
«Una emozione incredibile - assicura Stefano Baldacci, del Wwf Livorno - Di solito la schiusa delle uova avviene nell’arco di tre o quattro giorni, quindi ci aspettiamo che nei prossimi giorni nasca qualche altra tartaruga». Occhi puntati quindi sul nido in mezzo agli ombrelloni dello stabilimento balneare, con la speranza di veder uscire dalla sabbia qualche altro esemplare che riesca a raggiungere il mare per cominciare la sua vita nelle acque del Quercetano.
«Io voglio essere speranzoso - prosegue Baldacci - che nasca soltanto una tartaruga su 93 uova presenti nel nido mi sembra davvero poco». E così da ieri mattina i turni di sorveglianza proseguono, con i volontari sempre più attenti ad osservare con cura l’area protetta nel cui centro si trova il nido, e con la speranza di assistere a qualche altra schiusa.
«È probabile - termina la dottoressa Papetti - che nelle prossime notti riescano a schiudersi altre uova, e sarebbe un grande successo dato che il nido è stato traslocato e non ha avuto una evoluzione regolare».
Intanto Italia, la prima nata del nido custodito sulle spiagge castiglioncellesi per tutta l’estate, rappresenta per associazioni del settore, ambientalisti e volontari un successo importante. «È la tartaruga nata più a nord nella zona del Mediterraneo», chiude Papetti. Adesso non resta che attendere, con le dita incrociate, la schiusa delle altre uova. —
A.C.
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