Il Tirreno

la storia: nata la prima caretta caretta 

«Che emozione le impronte e la vista della tartarughina»

ANNA CECCHINI
«Che emozione le impronte e la vista della tartarughina»

Il racconto dei volontari che presidiavano il nido sulla baia del Quercetano «È nata alle 23.10 e l’abbiamo accompagnata al mare, sarà un ricordo indelebile»

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CASTIGLIONCELLO

«Mi sono affacciata alla recinzione intorno al nido e ho visto delle piccole impronte. L’ho detto ai ragazzi, e abbiamo avuto paura che fossero di topi o gabbiani. Poi abbiamo visto a ridosso della recinzione dietro al nido una tartaruga piccolissima, che emozione». Jessica Mazzamuto, 21enne di Rosignano Marittimo che studia canto lirico al Conservatorio di Genova, faceva parte del gruppo incaricato di sorvegliare il nido di Caretta caretta sulla spiaggia dei Bagni Italia la sera di domenica 23 settembre. Era con Alice Falleni e Alessio Dominici, fidanzati livornesi di 22 e 27 anni che lavorano ambedue in negozi di abbigliamento. «Alle 22 - racconta Jessica ancora emozionata - abbiamo fatto il consueto rilevamento della temperatura della sabbia e ci siamo rimessi alla postazione dei volontari a lato del nido. Circa un’ora dopo mi sono affacciata alla recinzione per vedere se era tutto a posto e ho visto piccole impronte sulla spiaggia». Jessica ha avvisato gli altri due volontari, temendo che quei puntini sulla rena fossero le orme di un topolino o di un gabbiano. «Invece - dice ancora - con una torcia abbiamo seguito le orme e abbiamo visto una tartaruga piccola e scura a ridosso della recinzione».

I tre volontari, colmi di gioia, hanno messo in atto le procedure previste in caso di schiusa delle uova. «È stato un momento che difficilmente ci scorderemo - dice Alessio - Io per prima cosa ho chiamato le persone da contattare: Tartamare e Wwf e il proprietario dello stabilimento». Leo Lombardo, che con la sorella Alice è titolare del Bagni Italia abita a pochi minuti di distanza. «Sono arrivato subito - racconta - e ho spento le luci che di notte illuminano lo stabilimento, che disorientavano la tartaruga». Nel frattempo è stato realizzato, srotolando due strisce parallele di recinzione in tela di plastica, il corridoio che dal nido è servito a instradare la tartaruga fino alla battigia. E, alle 23.10 sul registro che i volontari tengono dal 28 agosto - ossia da quando il nido con 93 uova è stato trasferito dalla spiaggia di Santa Lucia a quella del Quercetano - è stato riportata la nascita del primo esemplare, che non è stato misurato con un metro «ma era lungo 5,5/6 cm e largo circa 3,5», spiega Jessica.

«Poi con una torcia - dice ancora Lombardo - abbiamo attirato la tartaruga in direzione del mare, qualche volta si è rigirata e l’abbiamo aiutata a tornare diritta smuovendo la sabbia che la circondava». Il “viaggio” della prima tartaruga fino al mare è durato poco meno di dieci minuti, tra soste e incertezze. E con i quattro ragazzi che con voce bassa ma decisa ripetevano “Vai, vai, vai”, per incitarla.

I giovani hanno trascorso l’ultima mezz’ora di turno, che termina alle 1 di notte, in attesa della dottoressa Luana Papetti di TartAmare in arrivo da Grosseto, e del responsabile Wwf Livorno Stefano Baldacci. Qualcuno è rimasto fino all’alba, sperando che nascessero altre tartarughe. Invece fino all’alba non ci sono state altre sorprese. «È stata una esperienza molto bella - raccontano i tre volontari - vedere che pian piano ha camminato fino al mare e poi vederla sparire tra le piccole onde lungo la battigia». —

ANNA CECCHINI

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