Sicurezza
È morto Alessandro Lami gestore del bagno Aurora
L’imprenditore, sposato, un figlio piccolo, aveva 48 anni e con la famiglia era titolare di uno degli stabilimenti balneari storici del Quercetano
CASTIGLIONCELLO
Un grave lutto ha sconvolto la comunità di Castiglioncello. La morte di Alessandro Lami, 48 anni, gestore assieme alla sorella Claudia dei bagni Aurora, al Quercetano, è arrivata come un pugno nello stomaco. Un pugno per i familiari, per i tanti amici che lo conoscevano e lo stimavano, per i tanti turisti che da anni si recano nello storico stabilimento balneare, il primo sorto a Castiglioncello nel 1929. Uno stabilimento balneare aperto dal nonno Ugo e che è sempre rimasto in gestione alla famiglia Lami.
I suoi occhi celesti, che cambiavano a seconda della luce, profondi come il mare, avevano già segnato il futuro lavorativo di Alessandro. Occhi che brillavano, sempre sorridenti al mondo che lo circondava, anche quando il destino gli ha chiesto di superare una malattia che non gli ha dato scampo e che stava combattendo da oltre due anni. Come un leone, fino alla fine, si è aggrappato alle cure, alla vita. Una vita rappresentata dall’amato figlio, Sebastiano, 10 anni da compiere, dalla moglie Angela Aquilini che lo ha seguito passo passo durante la malattia, dalla mamma Giuliana, dalla sorella Claudia, dai cugini e dai tanti amici e conoscenti che oggi non si danno pace. Un uomo pieno di passioni: il mare nel quale amava tuffarsi nelle prima ore del mattino, lo si vedeva scendere la scalinata del Quercetano per giungere ai bagni Aurora, uno dei primi bagni in mare era per lui; la caccia, alla quale si dedicava con gli amici e anche con Luigi Santinoceto, lo storico farmacista di Castiglioncello scomparso pochi mesi fa; la famiglia e suo figlio che, come lui, ama il mare.
«Si è sempre dedicato al suo lavoro con dedizione, generosità ed impegno - ricordano oggi gli amici - sempre sorridente, sempre pronto ad accogliere, a risolvere problemi piccoli e grandi». Si è battuto per migliorare l’ambiente del Quercetano, perché Alessandro era sorridente e affabile ma anche determinato. Una determinazione che si è vista anche nel combattere la malattia che, alla fine, non gli ha dato vie d’uscita. «La situazione è precipitata nelle ultime settimane» dicono i parenti stretti. Nonostante le cure, Ale, come tutti lo chiamavano a Castiglioncello, non ce l’ha fatta. Negli ultimi giorni è stato ricoverato presso l’unità di cure palliative dell’ospedale di Cecina dove è deceduto nella notte tra mercoledì 19 e giovedì 20 settembre. Tante le manifestazioni di stima in queste ore. Quella del Ccn: “Castiglioncello ti ricorda così, scanzonato ed allegro, sempre pronto a metterti in gioco, sei stato, sei e rimarrai una grande persona ed un grande esempio per tutti noi”, scrivono i commercianti di Castiglioncello. Coloro che hanno conosciuto Alessandro non possono non avere apprezzato la sua bontà e la sua serietà. I funerali partiranno dall’obitorio di Cecina alle 9,30. La santa messa verrà tenuta nella chiesa di Portovecchio alle 10 di questa mattina. Dalla redazione de Il Tirreno le condoglianze alla famiglia. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
