Sicurezza
Ammassava le alghe Il balneare si difende «Qui è consuetudine»
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Non credeva di aver infranto la legge. Anche perché, secondo lui, esisterebbe un accordo tra alcuni degli stabilimenti balneari della costa e le istituzioni per sistemare in un preciso punto della spiaggia le alghe. Che queste ultime siano spostate e accatastate – sia sulla sabbia sia in pineta – sarebbe inoltre una consuetudine ormai affermata nella zona.
Si giustifica così, sostenendo di aver agito in buona fede e scusandosi, il titolare dello stabilimento balneare di Vada situato in località Mazzanta, nei presso del Fosso Mozzo, denunciato in flagranza di reato mentre, sottolinea una nota della Capitaneria di porto di Livorno, era «intento a disfarsi di enormi cumuli di Posidonia abbandonandoli su una vicina spiaggia libera».
Dopo la denuncia presentata da alcuni bagnanti, i quali sostenevano che qualcuno accumulasse impropriamente le alghe sulla spiaggia libera, gli ispettori ambientali degli uffici locali marittimi di Cecina e Vada hanno accertato che un uomo – il titolare del suddetto stabilimento balneare – stava effettivamente ammassando, tramite l’utilizzo di un trattore, cumuli di Posidonia sulla confinante spiaggia di pubblica fruizione.
Appurato il fatto, i militari hanno dunque posto sotto sequestro il mezzo meccanico attraverso il quale era compiuta l’«attività illecita». Al trasgressore sono state contestate anche sanzioni per duemila euro.
Ma l’uomo coinvolto si difende ed assicura che lo farà anche in tribunale. Stando a quanto afferma, avrebbe infatti già contattato un legale. Perché, pur scusandosi per l’accaduto, non intende essere «l’unico a pagare per un comportamento che è diffuso. Probabilmente non dovevo sconfinare – racconta l’uomo chiedendo di rimanere anonimo – Ma l’ho fatto in buona fede.
È sempre successo che i titolari degli stabilimenti balneari togliessero le alghe e le mettessero in un angolo». —
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