Idrocarburi sversati in mare Dov’è il divieto di balneazione?
Il provvedimento emesso a scopo cautelare il 23 agosto non si trova all’albo Visibile invece la revoca del 25 sulla scorta delle analisi Arpat
cecina
Numero 18. È quello dell’ordinanza sindacale fantasma, firmata il 23 agosto dal vicesindaco Giovanni Salvini. Non c’è traccia della sua esistenza all’albo comunale. E non è stata portata a conoscenza dei cittadini. Un doppio passaggio che contraddice lo scopo per cui è stata emessa: tutelare la salute dei bagnanti disponendo a titolo cautelativo il divieto di tuffi in zona Gorette sud. A portare alla luce quanto accaduto il 23 agosto alla foce del fiume Cecina è invece l’ordinanza di revoca del divieto, la numero 19 del 25 agosto.
Riavvolgiamo il nastro. Il 23 agosto vengono rinvenute tracce di idrocarburi. Il tratto di mare interessato va dalla foce a nord, fino al primo pennello, per una lunghezza di circa 140 metri. La Regione lo classifica come Gorette sud. A contenere lo sversamento sono i militari della Guardia costiera.
A scopo cautelativo viene deciso che quanto accaduto potrebbe mettere a rischio i bagnanti per cui viene disposto il divieto di tuffi. E si dispone che all’ordinanza venga data la massima diffusione: “anche attraverso la pubblicazione sul sito internet dell’ente”, si legge nel provvedimento. Un divieto temporaneo in attesa dei risultati delle analisi Arpat sul campione di acqua prelevato il 24 agosto. I risultati vengono comunicati il giorno successivo: l’area è idonea alla balneazione. Nello stesso giorno il vicesindaco Salvini firma l’ordinanza di revoca del divieto di tuffi. E questa è pubblicata all’albo online e archiviata e consultabile anche nella sezione “Consultazione atti”. Invece, della numero 18 non c’è traccia. Dalla 19 si passa alla 17 del 14 agosto che si occupa di esercizio venatorio in vista dell’apertura della caccia. –
M. M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
