Attenzione
L’ex Magona alla mercè di vandali e senzatetto
Trovato un ingresso abusivo nella Rta da via della Ferriera Finestre aperte ai piani alti, vetri rotti e segni di degrado
cecina
Finestre aperte ai piani alti. Vetri rotti al piano terra. E un varco nella recinzione che dovrebbe impedire l’accesso. È da qui che si entra nel cuore di quel gigante di cemento che è uno dei simboli del flop dell’operazione di recupero dell’ex Magona. Quella maxi residenza turistico alberghiera (Rta), quattro piani per un’offerta di categoria tre stelle sviluppata su un totale di 4.199 metri quadrati già nei numeri la dice lunga. Qui è tutto incagliato. Fermo a metà del percorso. Negli ultimi dieci anni l’intera operazione è stata congelata.
Chi cerca un tetto ha gioco facile. Il percorso per entrare e perdersi in quei piani deserti è segnato da passi anonimi sull’erba. Vi si accede da ciò che resta di via della Ferriera, stretta tra impalcature, vegetazione incolta e un degrado che non conosce fine. Negli anni del cantiere congelato la strada si è trasformata in un percorso pedonale, ma alla sera è terra di nessuno. È da questo lato di quella che doveva essere la residenza turistico alberghiera nel cuore della rinnovata Magona che si trovano il varco e la finestra da cui si entra nell’immobile. Un ingresso a disposizione di chiunque. Anche di chi negli anni vi si è introdotto per curiosità o peggio per arraffare attrezzature o vandalizzare i locali. Chi abita in zona non si fa meraviglia della situazione.
Negli ultimi dieci anni l’intera operazione è stata congelata. Un percorso a ostacoli puntellato di fallimenti, all’interno di una più generale crisi del settore edilizio, che ha ridimensionato drasticamente le previsioni originarie, di fronte al calo della domanda. La banca che si è trovata in carico la Rta non riesce a trovare compratori. E punta il dito sulla mancanza per il territorio di un programma di sviluppo turistico.
Dal quartier generale di Banco Bpm ha precisa richiesta non hanno fatto mistero che dopo gli interventi di messa in sicurezza e manutenzione, la struttura è stata posta sul mercato sia tramite un’agenzia esterna che attraverso i canali telematici del gruppo bancario. L’immobile è stato presentato anche a numerosi investitori e sviluppatori locali, senza tuttavia aver raccolto alcun reale interesse.
Il progetto originario della Magona riguardava più di 180.000 metri cubi di volumi esistenti da recuperare nell’ex area industriale. Un comparto organizzato in otto unità di cui solo la metà è stata realizzata, con ripetuti stop. Prima la Cecina Sviluppo Immobiliare di Righini, l’impresa che ha realizzato l’immobile del Polo tecnologico e poi è fallita. I lavori sono ripartiti con l’architetto Nello Buti di Pontedera, con diverse società - Cecina Città, Monna Lisa, Vittoria Immobiliare - che portò avanti la parte residenziale. E prima di fallire realizzò anche la residenza turistico alberghiera acquistandola dal marchese Paltrinieri Malaspina con un prestito della Mercantile Leasing Spa.
La società di leasing è arrivata a detenere anche la proprietà dell’immobile vuoto che doveva divenire una Rta. Società che è stata assorbita dalla Banca Italease che a sua volta è stata incorporata dalla divisione leasing del Banco Popolare, oggi Banco Bpm. Risolto il contratto di leasing l’immobile è tornato nella disponibilità del Gruppo bancario. Il maxi edificio è ancora su piazza. E la banca non fa mistero della disponibilità a valutare proposte concrete che possano condurre alla vendita. Nel frattempo, servono interventi per ripristinare il decoro dell’area ed evitare situazioni di degrado. —
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