Toscana
Troppi turisti, depuratore ko scarica nel Botro ai Marmi
Il sindaco Bandini ha firmato un’autorizzazione temporanea all’Asa, che in 2 anni ha speso 800mila euro per ammodernare l’impianto
SAN VINCENZO
Circa 800.000 euro. Questa la cifra che Asa Spa ha dichiarato di aver speso tra il 2016 e lo scorso anno per l’ammodernamento e potenziamento del depuratore Guardamare. Eppure non basta. Almeno stando al tenore dell’ordinanza 21 con cui il 13 agosto il sindaco di San Vincenzo Massimo Bandini autorizza il gestore del servizio idrico integrato allo scarico provvisorio delle acque dell’impianto nel fosso Botro ai Marmi. Il problema? L’aumento del carico in ingresso al depuratore che coincide con il massimo afflusso turistico estivo di agosto. In pratica, Asa ha fatto presente la necessità di avviare lo scarico di acque depurate nel fosso. Un’esigenza che si richiama all’autorizzazione unica ambientale numero 196 del 3 novembre 2015 che prevede di inviare in via temporanea al depuratore di Campo alla Croce a Venturina, utilizzando la condotta di spinta che collega i due impianti, tutti i picchi di portata eccedenti la capacità massima depurativa della stazione di Guardamare e scaricare le acque depurate nel Botro ai Marmi. Si sottolinea che si tratta di acque depurate e disinfettate, conformi ai limiti previsti nell’atto di autorizzazione dell’impianto, che finirebbero in mare tra la spiaggia libera di Rimigliano e la Dog beach. Tra le righe del provvedimento traspare comunque una preoccupazione nonostante l’impegno del gestore a garantire “valori di disinfezione tali da rendere il valore batteriologico delle acque conforme alle condizioni di balneabilità dell’area a mare”. Il Comune in accordo con il Consorzio di bonifica Toscana Costa, Genio civile della Regione Toscana e Asa Spa ha deciso una soluzione tecnica per limitare le portate di deflusso alla foce del fosso in assenza di pioggia. A circa 200 metri a valle del punto di scarico del depuratore verrà realizzata un’opera di presa in alveo con uno sbarramento di fondo e una pompa che con una tubazione convoglierà le acque nel canale di scolo che è parte del reticolo di bonifica e si trova a circa 200 metri a valle ed in sinistra idrografica del fosso. Il tutto per ridurre al minimo le portate verso la foce del Botro ai Marmi. L’opera verrà rimossa prima dell’autunno. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
