Sicurezza
Sala del commiato tra caldo e mosche il degrado segna le ore del dolore
Nuove proteste per il cimitero comunale di Cecina Il sindaco: «C’è un progetto per la riqualificazione»
cecina
Lo sdegno si fa strada. Ma serve la distanza di alcuni giorni dal dolore per la morte di un proprio caro per mettere a fuoco il segno lasciato dalle ore trascorse nella sala del commiato del cimitero comunale di Cecina. Alla reazione di Edi Molesti si associano lo squallore di un locale che mostra tutta la sua inadeguatezza allo scopo. «Nessun sistema per garantire che la temperatura resti entro i 18°C, come prevede la normativa – dice la signora –. Un’unica porta d’accesso e oltre al gran caldo le mosche».
La scena si è impressa così forte nella sua memoria che ha deciso di fare il possibile per risparmiarla ad altri. «Nel momento del dolore per il lutto non ti metti a fare la guerra – sostiene –. Ma a distanza di giorni credo che ne valga la pena perché speri che possa essere utile ad altri». Che aggiunge: «È irrispettoso trovarsi in una situazione del genere. Avevamo dei parenti che venivano da lontano ma faceva così caldo che siamo stati costretti a chiudere il feretro prima del tempo. La porta che affaccia sul cimitero è rimasta chiusa a chiave e così non è stato neppure possibile far circolare un po’più di aria nella sala. Il mio è un appello per far sì che altre persone non debbano subire altro oltre al dolore per la perdita di un familiare».
La situazione descritta da Edi Molesti è fedele alla realtà. Non c’è il filtro del dolore che amplifica le impressioni. E trova conferma in altri che in quella stanza si sono trovati a vegliare un proprio caro. E lo sanno bene in Comune dove e proteste sulla situazione del cimitero sono frequenti. Il degrado di alcune aree, infiltrazioni di pioggia, lo stato di manutenzione e anche le condizioni della sala del commiato. «Quella sala è oggettivamente non decorosa e con il caldo i problemi si amplificano», dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi. Che aggiunge: «Stiamo lavorando a una proposta per riqualificare la struttura in cui vorremmo coinvolgere le tre imprese funebri che operano su Cecina. Ci sono già stati degli incontri ed è stata abbozzata una prima ipotesi anche sulla scorta delle loro indicazioni».
Illustrare ciò che potrebbe essere ma che ad oggi non è spetta all’assessore al Patrimonio Sabrina Giannini. «Il progetto che è in corso di elaborazione prevede rivedere l’utilizzo di alcuni spazi a cominciare dallo spostamento della sala autoptica che oggi e attigua alla sala del commiato e che necessita di un ingresso indipendente – dice Giannini –. Contiamo di dedicare al commiato anche uno dei fondi sfitti che si trova nel porticato che affaccia sulla strada. Nuovi arredi e impianti di climatizzazione. Oltre a ciò vorremmo riqualificare anche i vicini servizi igienici». La filosofia di fondo è di trovare una formula per dare la sala del commiato in gestione chiedendo in cambio la realizzazione dei lavori. Tuttavia, in attesa che il progetto venga definito e trovi concretezza la situazione della sala del commiato è destinata a rimanere indecorosa.
All’orizzonte c’è anche la necessità di mettere a punto un bando di gara per l’affidamento dei servizi cimiteriali che in questi mesi sono in regime di proroga alla Cooperativa Barbara B. di Torino. Mentre a breve potremmo rivedere all’imbrunire i falchi in volo sul cimitero. La colonia, composta da oltre 300 piccioni, che aveva preso possesso dei loculi vuoti e dei cornicioni, è stata allontanata nel giro di un paio di mesi all’inizio dell’anno. E il merito è, appunto, dei falchi addestrati, capaci di spaventare i piccioni e farli allontanare. Adesso qualche piccione è tornato a stazionare al cimitero e si pensa a un nuovo intervento. —
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